Il Parlamento europeo su Internet, libertà di espressione e privacy

27 marzo 2009

Approvando con 481 voti favorevoli, 25 contrari e 21 astensioni la relazione di Stavros LAMBRINIDIS (PSE, EL), il Parlamento rileva che Internet «dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione» sancita dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e «può rappresentare una straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva». Tuttavia, osserva che la libertà di espressione e la privacy su Internet possono essere esposte «a intrusioni e limitazioni da parte di soggetti privati e pubblici» e che il web può anche essere utilizzato per incitare al terrorismo e commettere cybercrimini. Chiede quindi di combattere questi fenomeni «con efficacia e determinazione», ma sottolinea che il diritto che gli Stati membri si arrogano di intercettare e controllare il traffico su Internet «non può essere giustificato dalla lotta al crimine». Rileva inoltre che l’accesso a Internet «non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private». A tal fine formula una serie di raccomandazioni al Consiglio.

Si tratta di una parte del comunicato stampa diramato ieri dal Parlamento Europeo. Il dato importante riguarda le affermazioni di principio su Internet  e sulla correlata libertà di espressione.

In particolare, sulla libertà di espressione viene illustrata la seguente posizione:

Gli Stati membri sono chiamati a garantire che la libertà di espressione «non sia soggetta a restrizioni arbitrarie da parte della sfera pubblica e/o privata», e a «evitare tutte le misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della libertà di espressione». Il Parlamento chiede al Consiglio di condannare la censura imposta dai governi al contenuto che può essere ricercato sui siti Internet, «soprattutto quando tali restrizioni possono avere un effetto dissuasivo sul discorso politico». Dovrebbe inoltre garantire che l’espressione di convinzioni politiche controverse su Internet «non sia perseguita penalmente». Inoltre, dovrebbe assicurare che nessuna legge o prassi possa limitare o criminalizzare «il diritto dei giornalisti e dei media di raccogliere e distribuire informazioni a scopo di cronaca».

Inoltre sulla privacy, si dice:

Il Consiglio dovrebbe anche esaminare e fissare dei limiti al “consenso” che può essere richiesto e estorto agli utilizzatori, sia da parte di governi che di società private, a rinunciare a parte della loro privacy. … Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire il diritto dei cittadini di accedere ai propri dati personali e, se del caso, di ritirarli dal web. Infine, il Consiglio dovrebbe invitare Stati membri e Commissione a prendere l’iniziativa per la definizione di norme internazionali per la protezione dei dati personali, la sicurezza e la libertà di espressione su Internet. E’ anche invitato a esortare tutti gli attori interessati a impegnarsi nel processo in corso della “Carta dei diritti di Internet”.

L’argomento del furto d’identità, già oggetto di una interrogazione nel mese di novembre del 2008 che ha ottenuto risposta il 5/1/2009, è di primaria rilevanza tanto che si afferma:

La truffa e l’usurpazione d’identità sono un problema che autorità, cittadini e imprese iniziano a riconoscere. Il Consiglio dovrebbe quindi considerare che “l’identità digitale” «merita di essere adeguatamente ed efficacemente protetta da intrusioni di operatori pubblici e privati». Dovrebbe quindi invitare la Presidenza e la Commissione a esaminare e sviluppare una strategia globale di lotta contro la “cybercriminalità”, compresi i modi di affrontare la questione del “furto d’identità” e frode a livello europeo, in collaborazione con i fornitori di Internet, le organizzazioni degli utenti e le autorità di polizia competenti per settore.

Infine, per quanto riguarda i bambini, viene dichiarato:

Il Parlamento chiede al Consiglio di promuovere programmi volti a proteggere i bambini e a educare i genitori, e fornire uno studio d’impatto sull’efficacia di quelli esistenti, tenendo conto in particolare dei giochi online che hanno come principali destinatari i bambini e i giovani.

Sulla sicurezza per i minori è già attivo il Safer Internet Program Plus (http://www.easy4.it è il nodo italiano di sensibilizzazione) tra le cui finalità esiste, tra le altre, anche quella di diffondere la corretta cultura della rete nternet a genitori e docenti. Peraltro, proprio in questi giorni a Berlino (precisamente il 3 aprile) si terrà la conferenza finale del progetto YPRT (Youth Protection Round Table) che ha approfondito le tematiche della sicurezza per i minori in Internet producendo due documenti che saranno resi pubblici in occasione della predetta cerimonia. Parteciperò alla cerimonia del 3 aprile per conto dell’ADICONSUM che ha svolto un ruolo importante nelle fasi progettuali avanzando proposte e sottoponendo questioni attinenti alla sicurezza ed all’uso di Internet da parte dei minori. Scriverò un post ad hoc dopo l’evento.