Cessione di un ramo d’azienda: cos’è e da cosa si compone

Un’azienda può essere trasferita attraverso una cessione reale o per mezzo di un contratto di affitto d’azienda. Nello specifico la cessione di azienda è il contratto che prevede come oggetto centrale la compravendita della sua totalità o di un ramo di essa, oltre ai bene che ne fanno parte. Il trasferimento avviene ogni volta che, in seguito alle operazioni societarie quali la cessione, la scissione, la fusione, l’affitto o l’usufrutto, va a cambiare il titolare dell’attività. In questo modo i rapporti preesistenti, compresi quindi quelli con i dipendenti, possono continuare con il nuovo titolare.

Con la cessione del ramo d’azienda, si ottiene un’entità economica organizzata al fine di conservare la sua identità e soprattutto gli obiettivi specifici.

Effetti e caratteristiche della cessione di un ramo d’azienda

Nel momento in cui si concretizza la cessione del ramo d’azienda vi sono una serie di effetti che si verificano: in primo luogo di va a trasferire i beni che sono parte del complesso aziendale. In secondo luogo si cedono i contratti con la clientela, con unica eccezione per quelli di carattere personale. Al tempo stesso vi è il trasferimento del personale, che può così continuare a lavorare sul posto per un nuovo titolare. Vi è inoltre il divieto di concorrenza nei confronti di chi cede l’azienda, per un periodo di almeno 5 anni. Infine il nuovo titolare dovrà mantenere la medesima attività svolta dall’imprenditore precedente.

Con la cessione si verifica anche il trasferimento di debiti e crediti che sono legati all’azienda. Su questo particolare tema però vi sono spesso stati commenti discordanti, con il dubbio sollevato anche a livello di giurisprudenza. Si consiglia per tanto di cautelarsi, in quanto contraenti, andando a inserire nel contratto i crediti e debiti che saranno ceduti. Se un credito non ha natura personale, sarà quindi venduto al pari di ogni elemento che riguarda il ramo d’azienda, senza che vi sia una particolare specifica scritta al momento dell’atto di trasferimento.

Il discorso è diverso nel caso dei debiti anteriori: per tale aspetto infatti l’imprenditore che cede non viene liberato dai suoi impegni a meno che non vi sia il consenso da parte dei creditori. Per questo, si verifica spesso che chi vende e l’acquirente siano chiamati a rispondere insieme dei debiti ceduti. Resta valido come principio primario che chiunque ceda il ramo d’azienda, avrà il compito di rispondere dei debiti che riguardano l’attività prima del trasferimento. All’acquirente si riconosce una responsabilità solidale se, e solo se, qualsiasi debito dell’azienda risulterà essere scritto nei libri contabili. In questo modo per quest’ultima figura non vi sarà alcun tipo di responsabilità davanti a debiti che non sono stati registrati.

La responsabilità dell’acquirente verso chi cede è esclusa se:

  • i debiti vengono registrati solo su libri contabili facoltativi;
  • i debiti non sono stati registrati.

La tutela dei dipendenti in caso di Cessione di un Ramo d’Azienda

E’ regolata in modo diverso la tutela nei confronti di quei debiti legati ai lavoratori dipendenti. A loro spetta il diritto di poter chiedere un pagamento di quanto gli spessa sia alla parte cedente che all’acquirente. E questo vale a prescindere dal fatto che i debiti siano stati registrati a livello contabile. L’unico aspetto necessario è dato dal rapporto di lavoro, che dovrà essere ancora in corso. Sono quindi esclusi i debiti relativi a rapporti di lavoro cessati o terminati in precedenza alla cessione. Al tempo stesso non sono inclusi i debiti che l’azienda risulta avere verso altri soggetti terzi che non sono i lavoratori. In questo gruppo troviamo i debiti verso l’INPS e altri enti previdenziali.

Le imposte per la Cessione

Le due parti coinvolte nella cessione dovranno rispondere insieme al pagamento delle imposte e delle sanzioni che fanno riferimento a violazioni commesse nell’anno in cui sarà registrata la vendita, e al tempo stesso nei due anni precedenti. Nell’eventualità in cui l’acquirente sia in buona fede e non conosca l’esistenza di debiti fiscali attribuiti al cedente, la responsabilità sarà limitata solo al debito che risulta dagli atti, al momento della data del trasferimento. Il valore però non potrà in alcun modo superare quello dell’azienda che è stata acquistata.

Per evitare problemi è sempre preferibile procurarsi un certificato che è rilasciato su richiesta dalle amministrazioni finanziarie, così da verificare la situazione fiscale a carico dell’attività. L’effetto liberatorio dell’acquirente si registra nel momento in cui il certificato attesti che non sono presenti contestazioni.

La figura del notaio

Un regolare contratto che ha come oggetto la cessione di un’azienda deve essere stipulato con un atto notarile così da poter essere pubblicato presso il Registro delle imprese competente. La figura professionale di un notaio servirà quindi per regolare una serie di aspetti che analizzeremo di seguito:

  • Permette di evidenziare gli elementi essenziali, che sono richiesti per legge, che rendono valido il contratto. Tra questi citiamo la menzione dell’oggetto, la durata, il corrispettivo, le menzioni urbanistiche;
  • Media tra le parti in modo da elaborare le clausole e le previsioni in merito al caso;
  • Il notaio non avrà alcuna responsabilità nel dover accertarsi sulla continuità delle iscrizioni nel Registro delle imprese, o nell’effettiva titolarità di permessi e licenze.

Conclusioni

Al fine di negoziare un buon contratto di cessione di ramo d’azienda è bene che l’acquirente possa:

  • Identificare come si compone il ramo di azienda;
  • Disporre di una situazione aggiornata dove figurano i dati dell’attività (prevedono immobilizzazioni materiali e immateriali, il magazzino, i ratei e risconti, l’avviamento);
  • Conoscere le passività dell’azienda, con informazioni relative ai debiti (di ogni natura), al TFR, ai ratei e risconti passivi e a ulteriori competenze.
  • Verificare i contratti di lavoro dei dipendenti, d’indennità, di benefit e disporre di una lista clienti;
  • Disporre di una lista completa dei contratti stipulati anche con collaboratori non dipendenti, commerciali e leasing.
  • Consultare i bilanci degli ultimi anni (generalmente 3), conoscere le controversie pendenti;
  • Controllare i permessi e il certificato fiscale.

Davanti a tali dati l’acquirente potrà così avere una chiara e totale idea di quella che è la situazione dell’azienda nell’esatto momento della cessione. Al tempo stesso il cedente potrà così mostrare, da parte sua, totale trasparenza in merito al lavoro svolto.

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