Categoria: Senza categoria

Cessione di un ramo d’azienda: cos’è e da cosa si compone

Un’azienda può essere trasferita attraverso una cessione reale o per mezzo di un contratto di affitto d’azienda. Nello specifico la cessione di azienda è il contratto che prevede come oggetto centrale la compravendita della sua totalità o di un ramo di essa, oltre ai bene che ne fanno parte. Il trasferimento avviene ogni volta che, in seguito alle operazioni societarie quali la cessione, la scissione, la fusione, l’affitto o l’usufrutto, va a cambiare il titolare dell’attività. In questo modo i rapporti preesistenti, compresi quindi quelli con i dipendenti, possono continuare con il nuovo titolare.

Avvocati e quote rosa: arriva la parità, ma non sul reddito

Come ogni anno, all’arrivo dell’8 marzo sorge la voglia di dare spazio a riflessioni importanti legate al mondo femminile. E nel 2017, la giornata delle donne ha fatto emergere una realtà ancora non troppo piacevole sul tema dell’uguaglianza. Il risultato positivo parla dell’aumento della presenza femminile su diversi settori. All’interno degli studi legali, per esempio, è emerso che vi è una forte presenza di quote rosa, con quasi la metà degli avvocati di genere femminile. Un dato importante che è stato però raggiunto grazie all’impronta del legislatore, con la determinazione delle cd. quote rosa.

Dal 1985 a oggi: il rilancio delle quote rosa

Solo nel 1985, le donne iscritte all’albo degli avvocati raggiungevano il 9%, per arrivare invece al 47,2% a distanza di 30 anni. E si ipotizza che questo dato possa ulteriormente crescere: ad oggi infatti le praticanti sono il 59% del totale. Questo dato lascia intendere che nel giro di qualche anno, la situazione possa essere stravolta. A fortificare la posizione femminile è la qualità del lavoro svolto: vi sono moltissime avvocatesse impegnate nei casi più prestigiosi e di valore dei processi decisionali.

Fondo patrimoniale: cos’è, come si costituisce e quali sono i suoi benefici

Il fondo patrimoniale è una modalità utilizzata da parte di due coniugi, o un terzo come avviene nel caso di un genitore, per andare a vincolare i beni da destinare alle necessità del nucleo familiare. Salvo una particolare disposizione, che è inserita nell’atto di costituzione del fondo, la proprietà dei beni che lo compongono spetta a tutti e due i coniugi. Si tratta di uno strumento che è stato introdotto grazie alla riforma del diritto di famiglia a partire dal 1975. Con esso si è sostituito il precedente atto che regolava il patrimonio familiare: in quel caso la proprietà dei beni e la loro amministrazione spettava unicamente al coniuge costituente.

UE, Nuovi allarmi sul livello di privacy di Windows 10

Microsoft dovrà chiarire ancora una volta la sua posizione in merito a Windows 10. I garanti della privacy europei, il gruppo chiamato Articolo 29, vogliono infatti avere delle delucidazioni sul livello di riservatezza rispetto delle esigenze degli utenti. Per questo l’organismo si è detto “preoccupato” per il tiro di tutela dei dati che viene offerto agli utenti da Windows 10.

Di tutta risposta Microsoft ha annunciato che andrà a implementare una nuova schermata di configurazione con la distribuzione del Creators Update. Grazie a una serie di controlli si potrà così raggiungere un maggior livello di chiarezza sull’uso dei dati di telemetria. Ma queste modifiche non bastano: Articolo 29 non ha ancora digerito il fatto che non sia stati spiegato chiaramente “che tipo di dati personali vengono processati e per quale motivo.” Non conoscendo tali informazioni, gli utenti non si possono considerare informati.

Il gruppo di lavoro ha ricordato che in Francia e in altri Paesi sono in corso diverse indagini legate alle sospette pratiche invasive di Windows 10. Da parte sua Microsoft si è limitata a difendere il suo sistema operativo, definendolo il più sicuro. E al tempo stesso si è mostrata nuovamente non troppo interessata a effettuare un cambio radicale. Il braccio di ferro continua!

 

Esame Avvocato 2017 salvato dal Milleproroghe, è ufficiale

In seguito all’approvazione del Milleproroghe è stato così confermato il rinvio della riforma dell’esame di abilitazione per poter praticare la professione forense. Esame Avvocato 2017 viene così fissato per il 2018. Tra le numerose conseguenze che accompagnano questa scelta vi è anche il rinnovo dell’utilizzo dei codici commentati durante lo stesso esame direttamente dai praticanti avvocati.

Milleproroghe: che cosa cambia?

Il Patrocinio in grandi giurisdizioni prevede per gli avvocati di iscriversi nel relativo albo speciale solo se entro 5 dall’entrata in vigore della riforma, sono riusciti a maturare i requisiti previsti. Il trasferimento dei magistrati assegnati in prima sede, con un’assegnazione presso una sede diversa o per funzioni diverse, avrà un periodo di 3 anni di permanenza.

Per gli uffici giudiziari saranno infine destinabili un massimo di 30 milioni, ricavati grazie al fondo per lo sviluppo e la coesione che va dal 2014 al 2020. Tali fondi saranno usati per interventi urgenti e attivabili nel breve periodo.

Modalità d’esame

L’esame per almeno un anno resterà inalterato: le prove scritte prevedono la redazione di pareri motivati, sia per quanto riguarda diritto civile che diritto penale. La prova orale prevede ancora tre discipline da esaminate da parte delle Commissioni: diritto costituzionale, diritto civile e diritto.

Avvocati di Verona: albo e ordine

Come in tutte le altre città italiane, vi è anche l’Albo degli avvocati di Verona che è un elenco di nomi di persone che si sono laureate in Giurisprudenza e che dopo aver sostenuto l’esame di Stato, si sono guadagnati l’iscrizione a questa lista. Se si pensa solo per un momento alla difficoltà di quell’esame, che dovrebbe essere l’ultimo di tanti, ci si rende conto che sembra più la lista di persone che hanno raggiunto il vero traguardo. Gli avvocati sono una classe sociale molto importante visto che, grazie a loro si possono risolvere molte problematiche: una separazione, un divorzio, una lite tra inquilini di uno stesso condominio, l’affidamento di minori e tanti altre situazioni.

Sul sito dell’Ordine degli avvocati di Verona sono elencati i servizi al cittadino che questa classe può adempiere e la cosa più particolare è che c’è anche una lista di nomi degli avvocati d’ufficio che vengono pagati dallo Stato. Questi ultimi danno la possibilità alle persone che non sono in grado di spendere soldi per difendersi, di riuscire a farlo grazie alla loro presenza ed al servizio che offrono. Nell’Albo degli avvocati di Verona, sono compresi anche i ragazzi che stanno facendo praticantato presso uno degli studi di persone già avviate alla carriera oppure i praticanti abilitanti al Patrocinio, aggiornato al mese precedente. Qualora avessi bisogni di una consulenza legale su qualsiasi argomento in cui c’è di mezzo la legge, potrai contattare il tribunale di Verona tramite mail oppure telefonicamente ed in poco tempo, otterrai un appuntamento con uno dei professionisti.

Questo, qualora volessi oppure dovessi presentarti di persona, si trova in Via Teatro Ristori 1.  In questa sede è compresa anche la biblioteca intitolata a Luigi Devoto, aperta tutti i giorni durante gli orari di ufficio. Il sito del tribunale di Verona è completo di tutto, tranne che delle tariffe che vengono richieste. Di ciò bisognerà parlare direttamente con l’avvocato prescelto e di solito, sono imposte e decise in base al servizio che deve essere svolto dal legale. Il portale legato all’Albo degli avvocati di cui sopra, è mappato perfettamente ed offre delle nozioni chiare ed immediate. Essere iscritti a questo elenco, è per un giovane avvocato un onore, visto cosa rappresenta e il valore che dà alla tua persona. Infatti, in questa lista sono presenti, non solo dei semplici professionisti del settore legale, ma anche i migliori avvocati di Verona. In questa branca, avere un nome oppure uno studio che ti sponsorizzi è davvero importante ai fini lavorativi.

EU: lancio dell’anno europeo della lotta alla povertà

Il 27 ottobre prossimo presso il Berlaymont avrà inizio la prima delle conferenze che proseguiranno nei giorni 28 e 29 al fine di lanciare l’anno europeo della lotta alla povertà. Su questo argomento la Commissione ha addirittura attivato un portale ad hoc http://2010againstpoverty.euche illustra le attività a livello europeo. L’evento del 27 ottobre vedrà la presentazione dei risultati del sondaggio dell’Eurobarometro sulla povertà.

E’ già disponibile per il download, presso il citato portale, il “documento quadro strategico” le priorità e gli orientamenti per le attività dell’Anno europeo 2010.

Nella parte introduttiva del citato documento si legge:

L’Unione europea e i suoi Stati membri sono vigorosamente impegnati ad affrontare le piaghe della povertà e dell’esclusione sociale. L’Agenda sociale 2005-2010 della Commissione ha designato il 2010 quale Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale al fine di riaffermare e rafforzare l’iniziale impegno politico dell’UE formulato all’avvio della strategia di Lisbona a “imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà”. L’avallo del Parlamento europeo e del Consiglio alla tematica dell’Anno europeo 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 298 del 7.11.20081.

La crisi economica e finanziaria internazionale del 2008 può avere conseguenze di lungo periodo per la crescita e l’occupazione nell’UE e saranno le persone più vulnerabili nelle nostre società a risentirne probabilmente di più. L’Anno europeo della lotta alla povertà dovrebbe quindi avere un impatto cruciale in materia di sensibilizzazione sull’esclusione sociale e di promozione dell’inclusione attiva poiché nessun paese può sottrarsi alle conseguenze di questa crisi mondiale.

Si menzionano anche gli obiettivi seguenti:

• fornire un orientamento pratico sulle attività dell’Anno europeo;

• assicurare che i programmi nazionali siano coerenti con gli obiettivi dell’Anno europeo 2010 e con la strategia europea per la protezione sociale e l’inclusione sociale3.

Si tratterà di seguire le attività per valutare ex post l’efficacia dell’iniziativa, considerato che le enunciazioni di principio sono bene lontane dalla cruda ed amara realtà che spesso necessitano di soluzioni concrete per coloro che – purtroppo – sono costretti, a volte incolpevolmente, a vivere situazioni di estremo disagio.

Fraud 2009: il fenomeno delle frodi

Ieri e oggi si svolge a Torino presso il Centro Congressi del Lingotto l’evento “Fraud 2009” e vi partecipo per conto di Adiconsum.

Si tratta sicuramente di un evento che non è alla prima edizione e il suo contenuto merita tutta l’attenzione da parte di chi si occupa di frodi in genere. Difatti, l’aspetto “frodi” non può essere valutato in modo settario e da un unico punto di vista. I profili sono molteplici e coinvolgono diverse professionalità e differenti ambiti aziendali.

L’evento è organizzato da ACFE (Association of Certified Fraud Examiners) e da CRIF, società leader nei sistemi di informazione creditizia e supporto decisionale.

L’evento è articolato con delle sessioni plenarie e con alcuni workshop tematici. In particolare sono oggetto di trattazione l’evoluzione del fenomeno delle frodi creditizie mediante furti d’identità e delle frodi sul posto di lavoro, le truffe ai danni di compagnie di telefonia, frodi assicurative, il perfezionamento degli strumenti di monitoraggio e di prevenzione delle frodi su internet e nell’eCommerce.

Il problema più complesso, a mio avviso, è costituito dal c.d. furto d’identità. A questo proposito, CRIF, azienda leader nello sviluppo e nella gestione dei sistemi di informazioni creditizie (SIC) d business information e di supporto decisionale, ha illustrato il servizio Mistercredit (www.mistercredit.it) il cui cittadino può beneficiare del sistema denominato IDENTIKIT. Con questo sistema, previa registrazione, è possibile ricevere dei report e degli alerts sulle operazioni poste in essere dal soggetto che ha registrato il proprio nominativo. In questo modo, qualora ci fossero operazioni anomale, l’utente sarebbe ingrado – quasi in tempo reale – di essere informato e di adottare gli opportuni provvedimenti. CRIF ha anche presentato gli ultimi dati relativi agli osservatori sulle carte di credito e sulle frodi creditizie. Interessante lo strumento.

Per quanto concerne le frodi sul posto di lavoro ACFE ha svolto una ricerca dalla quale emerge che la tipologia di frode più frequente nelle aziende italiane è per il 43% l’appropriazione indebita di asset aziendali (false fatturazioni, rimborsi gonfiati, furto di denaro non contabilizzato). Poi, ovviamente, la falsa dichiarazione per il 36% ed i casi di corruzione per il 14%. Secondo questa indagine i metodi più efficaci per arginare il fenomeno frodi in ambito aziendale sono costituiti da sistemi di controllo interno e internal auditing. Secondo ACFE è possibile tracciare un identikit del dipendente truffatore: truffano più i maschi (59%), con un alto livello di istruzione (il 45% è laureato) e che occupano posizioni impiegatizie (29%) o manageriali (18%).

Presentata la relazione 2012 del Garante privacy

È stata presentata oggi la relazione 2012 del Garante privacy. Il Presidente dell’Autorità Garante, Soro, ha tenuto il suo discorso presso la Sala della Regina a Montecitorio. L’evento è stato presieduto dalla Presidente della Camera Boldrini alla presenza degli altri membri del Collegio (Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici, Licia Califano). Il documento è disponibile sul sito del Garante.

Il discorso del Presidente è stato focalizzato sui punti seguenti:

  1. La protezione dei dati come fondamento della cittadinanza
  2. Trasparenza e potere informative della pubblica amministrazione
  3. Autorità e libertà
  4. La protezione dei dati tra individuo e mercato
  5. Gli algoritmi non sono neutrali
  6. Lo sfruttamento commerciale delle identità
  7. Né censura né anonimia
  8. Oblio e identità in evoluzione
  9. Dignità della persona e libertà di stampa
  10. Una privacy forte: la sfida dell’Europa

Dal contenuto – senza dubbio apprezzabile – del discorso del Presidente Soro è emerso un indubbio interesse verso la protezione dei dati personali in relazione con le nuove sfide del digitale e della evoluzione dei paradigmi del web con le proprie declinazioni. Particolare interesse è stato posto sul tema del furto d’identità e, quindi, sul concetto dell’identità digitale (eID), nonché su tematiche di particolare specificità quali l’Internet degli oggetti (Internet of Things – IoT) e le evoluzioni c.d. smart (smart grid, smart city, ecc.).

Si tratta di un approccio che denota particolare apertura da parte del Garante ad affrontare le nuove sfide del mondo della comunicazione e della rete in genere.

Il 30/6/2013 scade il termine per comunicare la PEC – Attivo il portale per INI-PEC

La legge 17 dicembre 2012, n. 221, in sede di conversione del D.L. 18/10/2012, n. 179, ha modificato l’art. 5 – rubricato “Posta elettronica certificate – indice nazionale degli indirizzi delle imprese e dei professionisti” – disponendo l’obbligo di comunicazione dell’indirizzo di PEC (Posta Elettronica Certificata) anche per le imprese individuali, mediante indicazione nella domanda di iscrizione al registro delle imprese e all’albo delle imprese artigiane da parte rispettivamente delle imprese individuali e delle imprese artigiane.

La predetta norma (art. 5, comma 2), peraltro, dispone l’obbligo per le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale di depositare presso il registro delle imprese l’indirizzo di PEC entro il 30.6.2013 (termine ridotto dalla legge di conversione che originariamente era fissato al 31.12.2013).

La circolare n. 53687 del 2/4/2013 del Ministero dello sviluppo economico fornisce alcune indicazioni sulle modalità di comunicazione.

Le recenti vigenti disposizioni prevedono, fra l’altro, che gli Ordini professionali siano tenuti a far confluire i dati relativi agli indirizzi di PEC nell’elenco INI-PEC (Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata) che è istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Dal 19/6/2013 è online il portale dell’INI-PEC www.inipec.gov.it

A tutto questo si aggiunga anche l’obbligo da parte di PA ed Enti di registrare i propri dati sul portale http://www.indicepa.gov.it/