Categoria: Privacy

Privacy e decreto sviluppo: brevi note critiche

Il Governo ha approvato al Consiglio dei Ministri dello scorso 5 maggio uno schema di decreto legge che, fra l’altro, all’art. 6 affronta alcune questioni in materia di privacy. In particolare, l’art. 6 dello schema di decreto legge è stato strutturato per delineare diverse azioni, ma la prima è quella relativa alla riservatezza e la logica posta alla base dell’intervento normativo viene indicata alla lettera a) e descritta nei termini seguenti:

in corretta applicazione della normativa europea le comunicazioni relative alla riservatezza dei dati personali sono limitate alla tutela dei cittadini, conseguentemente non trovano applicazione nei rapporti tra imprese

Il citato assioma sembra voler giustificare l’intervento in commento su una presunta “corretta applicazione della normativa europea”. Sul sito del Ministero per la pubblica amministrazione ed innovazione, peraltro, si legge: “La proposta prevede che il Codice della Privacy non si applichi ai trattamenti di dati personali nei rapporti tra persone giuridiche per sole finalità di natura amministrativo-contabile, in modo da allineare la normativa italiana a quella degli altri Paesi dell’Unione Europea (solo l’Italia infatti, insieme all’Austria, aveva una normativa sulla privacy che si applicava sia alle persone fisiche, sia a quelle giuridiche). Sono previste inoltre semplificazioni per le imprese che trattano solo i dati sensibili del personale, dei collaboratori e dei loro familiari (circa l’80% del totale): una semplice autocertificazione sostituisce il Documento Programmatico per la Sicurezza”.

Garante privacy: la biometria non l’unica soluzione nel rapporto di lavoro

Il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato di recente in ordine alla conformità alla normativa privacy dei rilevamenti biometrici.

Difatti, su istanza di due diverse aziende sono stati emanati nel mese di novembre del 2010 due provvedimenti (doc web. 1779745 e 1779758) che rigettano le richieste di verifica preliminare di sistemi che utilizzavano la biometria. Tali aspetti, peraltro, sono presenti nell’ultima newsletter del 4.2.2011.
In particolare, le richieste di verifica preliminare avanzate dalle aziende al Garante riguardavano l’uso di sistemi biometrici (nel caso di specie di impronta digitale del dito indice) per controllare la presenza sul posto di lavoro dei dipendenti. Il sistema prevedeva la registrazione dell’impronta digitale su una card e all’occorrenza il dipendente avrebbe dovuto inserire la card in un lettore posizionando contestualmente il proprio dito su altro lettore in modo da convalidarne la corrispondenza e quindi la presenza del lavoratore.
Le parti della motivazione più rilevanti del provvedimento del Garante sono quelle riportate di seguito: