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Proposta della Commissione Europea per rafforzare la privacy

Con un comunicato stampa del 4 novembre scorso la Commissione Europea ha annunciato di aver presentato una strategia per la protezione dei dati personali e della privacy in Europa.

In particolare si riportano i passi del comunicato stampa che indicano gli obiettivi dell’azione:

- rafforzare i diritti delle persone di modo che la raccolta e l’utilizzo dei dati personali siano limitati allo stretto necessario. Gli interessati devono essere informati in modo chiaro e trasparante su come, perché e da chi i loro dati sono raccolti e utilizzati. Essi dovrebbero essere in grado di esprimere un consenso informato al trattamento, ad esempio quando surfano in internet, e avere il “diritto all’oblio” quando i propri dati non sono più necessari o se vogliono farli cancellare;

- rafforzare la dimensione “mercato interno” tramite la riduzione degli oneri amministrativi per le società e assicurando condizioni di parità effettive. Le differenze esistenti nell’attuazione delle norme di protezione dei dati dell’UE e la scarsa chiarezza in merito alla normativa nazionale applicabile ostacolano la libera circolazione dei dati personali in tutta l’UE e fanno aumentare i costi;

- rivedere le norme di protezione dei dati nell’ambito della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale in modo da assicurare anche in questi settori la protezione dei dati a carattere personale. In forza del trattato di Lisbona, l’UE ha ora la possibilità di definire norme generali e coerenti di protezione dei dati per tutti i settori, compresa la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, le cui esigenze specifiche saranno ovviamente prese in considerazione. Stando alla revisione, i dati conservati a fini di contrasto dovrebbero essere coperti dal nuovo quadro giuridico. La Commissione ha avviato la revisione anche della direttiva sulla conservazione dei dati del 2006, secondo la quale le società devono conservare i dati relativi al traffico delle comunicazioni per un periodo compreso tra sei mesi e due anni;

- garantire un alto livello di protezione per i dati trasferiti al di fuori dell’UE grazie a procedure migliori e semplificate per i trasferimenti internazionali di dati. L’UE dovrebbe perseguire uno stesso livello di protezione in cooperazione con i paesi terzi e promuovere elevati standard internazionali di protezione dei dati;

- attuare più efficacemente le norme rafforzando e armonizzando ulteriormente il ruolo e le competenze delle autorità di protezione dei dati. Una cooperazione e un coordinamento rafforzati sono assolutamente necessari anche per assicurare un’applicazione più coerente delle norme di protezione dei dati nel mercato unico.

Si tratta senza dubbio di un annuncio importante, anche perché viene aperta congiuntamente una consultazione pubblica disponibile qui: http://ec.europa.eu/justice/news/consulting_public/news_consulting_0006_en.htm

Nel 2011 la Commissione presenterà, quindi, “le sue proposte per un nuovo quadro giuridico generale sulla protezione dei dati che dovrà essere negoziato e adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio”.

Tra gli aspetti più rilevanti emergono: a) il proposito di rafforzare il diritto delle persone assicurando un maggiore controllo dei dati personali anche in ordine alla eventualità di deciderne la cancellazione (diritto all’oblio); b) l’apertura alle questione sulla conservazione dei dati; c) il problema dei dati trasferiti extra UE; c) maggiori competenze alle Authority. La Commissione sembra aver preso coscienza con un’azione specifica di quanto sia importante garantire a ciascun soggetto il diritto di controllare ed utilizzare i propri dati personali. In quest’ottica, il soggetto diventa elemento centrale e primario rispetto a qualsiasi altro aspetto, con la conseguenza che deve essere garantita una tutela preventiva rispetto al processo che riguarda il trattamento dei dati. Ciò costituisce un approccio molto più evoluto rispetto a quello tradizionale che risulta peraltro compatibile con la risoluzione sulla Privacy by Design (96) adottata di recente dalla 32^ Conferenza Mondiale dei Garanti. A parere di chi scrive si può ben dire che si sta attuando il processo evolutivo della privacy, tanto da poter parlare – come per il web – addirittura in termini di privacy 3.0.

Sarà, quindi, opportuno – come primo step – partecipare alla consultazione pubblica ed attendere gli ulteriori sviluppi.

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