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Articoli marcati con tag ‘minori’

Minori, genitori e sicurezza: il decalogo di ENISA

Lo scorso 18 febbraio ENISA (European Network and Information Security Agency), l’Agenzia europea per la sicurezza, ha pubblicato due nuovi documenti sulla sicurezza su Internet.

Il primo documento costituisce un decalogo per genitori e tutori; il documento in versione inglese è disponibile qui. Il decalogo costituisce un interessante riferimento soprattutto per chi non ha molta dimestichezza con la rete Internet, tenuto conto che i minori oggi sono molto informati sugli aspetti connessi con le nuove tecnologie.

Oltre al predetto documento, ENISA ha pubblicato anche un altro decalogo per i lavoratori che contiene le regole di base per la sicurezza su Internet. Il documento per i lavoratori è disponibile qui.

Come al solito sono documenti estremamente validi ed interessanti.

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Telefonia mobile: UE chiede maggiore tutela per i bambini

Ieri l'Unione Europea ha diramato un comunicato stampa con il quale ... (leggi l'intero post) Read the rest of this entry »

Lussemburgo: i principali social network providers insieme per la firma di un documento sulla sicurezza in internet

Nell’ambito del Safer Internet Day 2009, ieri, 10 febbraio 2009, si è svolta a Lussemburgo la cerimonia ufficiale per la firma del documento relativo alla sicurezza per i minori sui social netwok. Il testo ufficiale può essere scaricato cliccando [download#1]

All’evento ha partecipato anche la Commissaria Europea Viviane Reding.

Prima della firma Rachel O’ Connel (Bebo), in rappresentanza delle aziende firmatarie, ha illustrato i principi e i lavori preparatori. 

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L’evento è degno della più ampia risonanza da parte dei media e della stessa rete internet. Le industrie hanno sottolineato che volutamente è stata scelta la forma dell’autoregolamentazione, proprio per far sì che si creasse un impegno iniziale – non giuridicamente vincolante – ma che fosse da punto di partenza di una sempre maggiore collaborazione reciproca su argomenti particolarmente delicati ed interessanti come questo della sicurezza dei minori. In realtà, il risultato ottenuto, che si concretizza nella condivisione di principi tra le industrie, rileva come un importante punto di riferimento per un dialogo costruttivo. Del resto, la condivisione di un documento comune evidenzia come le aziende siano assolutamente consapevoli dei rischi, per gli utenti, presenti all’interno delle stesse piattaforme di social networking. La rete già conosceva soluzioni “pseudo-regolamentari” come le “netiquette” (principi di comportamento cui gli utenti devono attenersi; una sorta di buone maniere della rete), tuttavia, la sottoscrizione di questo documento ha evidenziato come sia necessario che gli stessi providers si assumano – da parte loro – la responsabilità di contribuire a rendere sicuro l’ambiente virtuale frequentato dagli e-cityzens.

Il documento in questione è il frutto di una consistente elaborazione da parte di una task force europea convocata dalla Commissione Europea nel mese di maggio del 2008. La task force è composta da 17 membri tra industria e rappresentanti della civil society, quali organizzazioni non governative. L’Italia è rappresentata dalle Associazioni ADICONSUM e Save te Children Italia che collaborano molto fattivamente nell’ambito del progetto Safer Internet Plus.

È inutile precisare che sono stati mesi di intenso lavoro per la task force che ha lavorato su più documenti. Difatti, al principio è stato sottoposto un documento molto corposo sul quale sono state espresse ampie riserve, tenuto conto della finalità da perseguire. Per tali ragioni il primo documento è stato sostituito con un testo caratterizzato da un’impostazione molto vicina ad uno schema normativo poiché strutturato in articoli. Dopo gli opportuni commenti e spunti di riflessione (si è lavorato soprattutto usufruendo della preziosa risorsa di internet condividendo i commenti attraverso un gruppo) è stato proposto un testo diverso completamente nuovo e strutturato su obiettivi. Da subito sono sorte non poche perplessità, soprattutto da parte delle ONG rappresentative della civil society, fondamentalmente per l’introduzione del  principio di responsabilità condivisa tra tutti gli stakeholders (genitori, minori, governi, providers, civil society, forze dell’ordine, ecc.) e per l’assenza di riferimenti alle problematiche della privacy. Pertanto, si è passati ad un nuovo testo che è stato sostanziale stravolto, poiché l’impostazione è mutata in principi e sono state accolte diverse istanze prospettate soprattutto dalle ONG nell’interesse esclusivo dei minori, quali utenti dei social network. Il documento approvato è, quindi, costituito da 7 principi generali.

L’Italia ha fattivamente collaborato inviando diversi commenti volti a garantire una maggiore tutela dei minori ed il rispetto delle norme, raccomandazioni e principi esistenti soprattutto a livello comunitario.

Il documento è stato sottoscritto dai seguenti social network providers: 1.     Arto 2.     Bebo 3.     Dailymotion 4.     Facebook 5.     Giovani.it 6.     Google 7.     Hyves.nl 8.     Microsoft Europe 9.     MySpace 10.  nasza-klasa.pl 11.  Netlog 12.  One.lt 13.  Piczo 14.  Skyrock.com 15.  StudiVZ.de  16.  Sulake/Habbo.com 17.  Yahoo!Europe 18.  Zap.lu

Al termine della cerimonia, i firmatari sono stati immortalati per i posteri

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L’ulteriore aspetto è determinato dall’intervento istituzionale della Commissione Europea, la quale, però, ha svolto l’importante ruolo di facilitatore senza ingerirsi in specifici aspetti. Ma ciò che rileva di più è che i social network providers dovranno rendere un’autodichiarazione alla Commissione per indicare come hanno ottemperato all’impegno assunto con la firma dei principi in questione. Tale autodichiarazione dovrà essere inviata alla Commissione entro il mese di aprile del 2009. Le autodichiarazioni saranno rese pubbliche successivamente. La Commissione valuterà fra un anno l’impegno assunto dai social network providers.   

 

 

Safer Internet Day 2009

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Il 10 febbraio 2009 si celebrerà il 6° Safer Internet Day. Ma che cos’è il Safer Internet Day?

Il Safer Internet Day è una giornata europea che si svolge ogni anno nel mese di febbraio (solitamente il 10 febbraio) per promuovere l’uso più sicuro e responsabile delle tecnologie on-line e della telefonia mobile, soprattutto tra i bambini e i giovani di tutto il mondo.

È un’iniziativa sorta nel 2004 che ha visto una partecipazione via via crescente, tanto che si sono visti i risultati di un generale coinvolgimento di genitori, insegnanti, studenti, aziende e istituzioni. Difatti, nel 2008 per il Safer Internet Day più di 120 organizzazioni in 56 paesi, a livello locale, nazionale e pan-europeo, hanno preso parte a eventi sulla sicurezza nelle scuole, a sessioni di concorsi per i giovani, a pubbliche riunioni e a conferenze.

 

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L’aspetto interessante di questo evento è che si tiene lo stesso giorno contemporaneamente in più Paesi europei. In Italia il Safer Internet Day è organizzato da ADICONSUM e Save the Children e si celebrerà il 10 febbraio alle ore 10.30 a Roma in via della Consolazione 4, presso la Sala Gonzaga del Comando di Polizia Municipale. In tale occasione interverranno l’On. Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità, l’On. Paolo Romani, Sottosegretario Ministero Sviluppo economico, l’On. Roberta Angelilli, Europarlamentare, Domenico Vulpiani, Direttore della Polizia Postale e telecomunicazioni, Franco Mugerli, Presidente Comitato media e minori, Luca Borgomeo, Presidente Consiglio Nazionale Utenti. Modera Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia e conclude Paolo Landi, Segretario generale di Adiconsum.

Lo stesso 10 febbraio in Lussemburgo, proprio per il Safer Internet Day, avrà luogo una cerimonia durante la quale le aziende che rappresentano i provider di Socia Network firmeranno un documento contenente i principi generali (sono 7 in tutto) impegnandosi a rispettarli. Tale evento vedrà la partecipazione del Commissario Europeo Viviane Reding. Il documento che verrà sottoscritto è frutto del lavoro di una task force europea, convocata dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto Safer Internet Plus, ed è finalizzato a massimizzare la sicurezza nell’uso dei social network.

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Social network: giro di vite sulla sicurezza dei dati personali ?

Si è svolta dal 15 al 17 ottobre a Strasburgo la 30^ Conferenza Internazionale sulla privacy; il tema era Protecting privacy in a borderless world” (proteggere la privacy in un mondo senza frontiere). Detta Conferenza che, peraltro, sul web è raggiungibile al sito istituzionale si tiene annualmente e riunisce le 78 autorità della privacy di ogni continente. Proprio in occasione della chiusura dei lavori l’ANSA batteva la notizia di un gravissimo episodio verificatosi a febbraio in Inghilterra che sarebbe connesso con l’uso dei Social Network.  La sensazionale notizia, in realtà, era connessa a quella relativa all’adozione da parte dei 78 Garanti della privacy di una risoluzione con cui sarebbero state approvate regole molto rigorose in ordine alla sicurezza dei dati personali sulle piattaforme di social network.   

Il problema della privacy sulla rete internet è stato oggetto di attenzione già da tempo da parte del Garante italiano il quale se ne è occupato in occasione di una decisione già nel 2004 affermando il principio del c.d. diritto all’oblio con riferimento ai dati personali che – su internet – non v’è garanzia della loro definitiva cancellazione. Ciò implica la possibilità che determinati soggetti possano restare presenti per sempre nel limbo della rete internet. Non è una sorpresa quanto convenuto dai 78 Garanti in ordine ad una maggiore regolamentazione circa il trattamento dei dati personali sui social network. Attualmente sta crescendo sempre più l’attenzione per la tutela dei dati personali sulla rete internet ed in particolare con riferimento ai Social Network.   

L’evoluzione della rete e delle tecnologie ci ha fatti approdare al web 2.0 caratterizzato proprio dalla condivisione delle risorse e dalla possibilità di interazione da parte degli utenti, o meglio degli e-cytizens (letteralmente, cittadini elettronici), cioè di coloro che usufruiscono di internet. L’ulteriore evoluzione della rete internet sarà quella del web 3.0 (se ne parla già dal 2006): il web sarà un enorme database a servizio di software intelligenti che utilizzano dati semantici.  Nell’ottica di tale evoluzione il prodotto “figlio” del web 2.0 sono appunto i Social Network che costituiscono una rete di comunicazione e nel contempo un ambiente favorevole allo scambio di risorse tra gli utenti. Tra i SN attualmente più noti si possono annoverare Facebook, MySpace, Bebo, Microsoft MSN e Yahoo. Ma perché aumenta l’attenzione per il fenomeno dei Social Network ? Con specifico riferimento agli aspetti della privacy, non v’è dubbio che la preoccupazione è riferita agli utenti più giovani i quali a volte utilizzano i SN con atteggiamento giustamente inconsapevole dinanzi alle tematiche giuridico-legali connesse alla tutela dei dati personali.   

Pertanto, proprio per garantire una maggiore protezione degli utenti più giovani (siano essi ragazzi o adolescenti), non soltanto con riferimento alla privacy ma anche con riguardo a tutti gli ulteriori rischi cui possono incorrere i minori sulla rete,  la Commissione Europea da anni sta coltivando il Safer Internet plus programme per il quale proprio quest’anno si è varato un altro progetto per il periodo 2008-2013. La Commissione Europea è sensibile ai rischi cui possono andare incontro i minori nell’accesso e frequentazione dei social network, tant’è che sono in corso i lavori per la realizzazione di un codice di autoregolamentazione che dovrà essere sottoscritto dai providers.  Difatti, sempre con riguardo alla privacy, nel momento in cui il minore decide di registrarsi su un determinato social network: viene mostrata un’informativa spesso poco chiara e anche poco intellegibile per un giovane: vengono richiesti dati personali che confluiscono nel generale database del social network. Al di là di questi aspetti, sempre nella fase di registrazione, va fatta attenzione al profilo personale che viene creato, posto che si può decidere di non rendere visibili determinati dati personali.  È pur vero che i giovani utenti sono esperti sotto il profilo tipicamente operativo, ma probabilmente meno coscienti dei potenziali rischi (molestie sessuali, cyber bullismo, contenuti illegali o violenti, ricezione di contenuti pornografici, incontri con persone sconosciute, diffusione di immagini non autorizzate, ecc. spamming, phishingmalware, virus, ecc.

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