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Internet of Things e la tecnologia NFC
Il fenomeno dell’Internet of Things non è connesso ad una singola tecnologia, ma a qualsiasi risorsa tecnologica che permetta il trasferimento di dati a distanza. La tecnologia più nota e maggiormente utilizzata è quella conosciuta con l’acronimo RFiD (Radio Frequency Identification).
Tuttavia, esiste altra tecnologia, nota con l’acronimo NFC (Near Field Communication), attraverso la quale si realizza il fenomeno IoT (Internet of Things).
Il video che riporto di seguito (tratto da Youtube) descrive molto chiaramente la tecnologia NFC e alcuni utilizzi della stessa.
In ogni caso, è internet of things !
Buona visione.
Internet of Things spiegato in video
Interessante questo video sul fenomeno dell’Internet of Things. Il video è prodotto da IBM e gli autori sono Mike Wing, Andy Stanford-Clark e John Tolva.
Internet of Things: cos’è ? E’ difficile individuare una definizione che possa circoscrivere il fenomeno, il cui acronimo è IoT. Si tratta senza dubbio di uno dei nuovi paradigmi della rete Internet che si sta sviluppando ed il trend è in aumento soprattutto per l’incremento delle tecnologie che vengono utilizzate (il riferimento è quasi esclusivamente alla tecnologia RFiD). Cosa accadrà in futuro ? Saremo “forever connected”, sempre connessi alla rete Internet e dovunque saremo ? E’ chiaro che oggi vanno valutate le questioni che hanno incidenza in ambito privacy e “data security”. Ma …. godetevi il video (in inglese).
Buona visione.
Internet of Things – IoT: risorse in rete
Ho aggiunto al blog una pagina con le principali risorse esistenti in rete sul fenomeno “Internet of Things” (IoT).
Proverò a tenere aggiornata la lista. I hope !
Internet of Things: Council launch ed approccio multidisciplinare
Il 4 dicembre 2009 ho partecipato a Brussels al lancio ufficiale del Council di Internet of Things di cui faccio parte. Il Council è multidisciplinare ed è costituito nella forma del think-tank, del laboratorio sulle tematiche connesse all’Internet of Things.
L’evento è stato organizzato da Rob van Kranenburg fondatore e responsabile del Council e patrocinato da LIFT e da Thinker.it!
La location: l’evento e si è tenuto all’IMAL che è il Centro per le culture digitali e la tecnologia (Centre for digital cultures and technology).
Il programma: il programma (già illustrato in un mio precedente articolo) è stato abbastanza vasto sia sul piano dei relatori sia su quello dei contenuti. È stato necessario strutturarlo in una sessione mattutina con una serie di interventi, tra i quali quello dello scrivente; ha fatto seguito la sessione pomeridiana che è stata strutturata con ben 7 workshop contemporanei ciascuno su una tematica diversa. Al termine dei workshop c’è stata la presentazione della sintesi dei lavori di ciascuno di essi. Dopo la cena, una sessione serale. Di particolare rilievo è stato, a mio modesto avviso, il contributo di Gerard Santucci, Capo dell’unità D4 “Networked Enterprise & Radio Frequency Identification (RFID)” della Commissione Europea – DG INFSO (Direzione Generale Information Society and Media), che ha illustrato ampiamente le questioni relative alla tecnologia RFID in stretta connessione con il paradigma Internet of Things.
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Internet of Things: molto sinteticamente, ma non è certamente questa la sede più adeguata per descrivere il fenomeno, con questa espressione si fa riferimento ad uno dei nuovi paradigmi della rete Internet che è meglio conosciuto come Internet degli oggetti. Si tratta di una realtà virtuale, un ambiente – che ad avviso di molti già esiste – all’interno del quale assume un ruolo determinante la tecnologia RFID (Radio Frequency IDentificator). La tecnologia RFID funziona mediante microchip che trasmettono dati, a seconda di come vengono programmati da chi li realizza. Possono essere utilizzati per gli impieghi più vari, dalla catalogazione della merce di magazzino, alla sicurezza in genere, ecc. Il microchip, si è detto, trasmette delle informazioni che spesso vengono raccolte e gestite mediante la rete Internet. S’immagini ad un microchip che viene utilizzato per taggare (etichettare) un prodotto nel supermercato: in questo modo è possibile conoscere un qualsiasi momento quanti di quei prodotti ci sono, in quale scaffale fisicamente si trovano, ecc. L’interrogazione dei dati generati dai microchip RFID possono fornire una serie di informazioni su un determinato oggetto a seconda di come sia stato programmato il microchip RFID.
Approccio multidisciplinare: è sicuramente la soluzione vincente, tenuto conto che relativamente all’Internet of Things non esiste una specificità di competenze ma, al contrario, è necessario l’impegno di ciascun profilo professionale. Inoltre, l’interesse coinvolge diversi stakeholders, ovvero imprenditori, consumatori, associazioni, professionisti, organismi, ecc. Personalmente, ritengo che questo tipo di approccio alle tematiche dell’IoT sia ottimale, sempre che conduca ad uno scambio reciproco delle singole informazioni prodotte da ciascun professionista e/o stakholder con finalità di sviluppo del paradigma IoT.
Profili giuridici: il paradigma IoT non è esente dalla normativa sulla privacy. Il punto di partenza va individuato negli effetti sui dati personali che derivano dalla connessione tra un oggetto ed una persona. In particolare, al di là delle prescrizioni normative sulla informativa, l’utilizzo della tecnologia (che può essere RFID o altra) deve garantire l’assoluta sicurezza dei dati personali trattati specialmente qualora per il trattamento di tali dati sia impiegata la rete Internet. La dimostrazione dei principali rischi connessi con il paradigma IoT e con la tecnologia RFID può essere rappresentato graficamente con una matrice tridimensionale (utilizzata per l’intervento all’evento in questione). Al di là della privacy, evidentemente possono sussistere profili di responsabilità con riguardo agli aspetti in tema di sicurezza in generale (safety and security).
Vinton Cerf, ‘Father of Internet’, and Internet of things
Vinton Cerf, “Father of Internet”, answering a question about the future of Internet, has declared:
The Internet of things is on its way. The clear evidence of that, of course, is mobile to begin with, appliances that are now Internet-enabled, picture frames, refrigerators and things like that, office appliances, appliances at home. The smart grid is going to accelerate that process because more and more appliances will be part of the smart grid and its ensemble. They will be reporting their use. They will be accepting control saying, “Hey, don’t run the air conditioner for the next 15 minutes, I’m in the middle of a peak load.” We’ll see many, many more devices on the Net than there are people [and] more sensor networks on the system, as well.
Internet of things is certainly a current topics and one of the new Internet paradigms. It’s very important to evaluate the phenomenon also regarding privacy effects.
Internet of things: le dichiarazioni di Vinton Cerf
Vinton Cerf, il padre di Internet, alla seguente domanda formulata dal giornalista di PCWorld
Molte persone a quanto pare stanno accedendo ad Internet con dispositivi piuttosto che con il PC. Quale pensa sia il prossimo passo ?
A questa domanda V. Cerf ha risposto:
Internet of things è in corso. La prova evidente di questo, naturalmente, è il mobile per cominciare, gli apparecchi che ora sono abilitati a Internet, cornici, frigoriferi e cose del genere, apparecchi per ufficio, apparecchi a casa. La rete intelligente sta per accelerare tale processo, perché sempre più dispositivi faranno parte della rete intelligente e del suo complesso. Essi riporteranno il loro uso. Essi prenderanno il controllo dicendo: “Ehi, non accendere il condizionatore per i prossimi 15 minuti, mi trovo nel mezzo di un carico di punta”. Vedremo molti, molti più dispositivi in rete di persone [e] come pure più sensori di reti per maggiori informazioni sul sistema.
Indubbiamente si tratta di uno dei nuovi paradigmi di Internet che necessita approfondire, anche per gli effetti sulla privacy che ne potranno derivare.
Internet of things: what is privacy right?
We are living in a globalized era and the fast process of technologies evolution modify our lifestyles. In fact, with reference to IOT, there are issues related to privacy, with security and responsibility.
IOT system allows you to transfer over the Internet, such as through RFID technology, data including personal data. Personal Information may be transmitted only when the subject where is installed the microchip is linked to a person. Obviously the connection to the person may be direct or indirect. We could have a direct link when the user is aware of the possible transmission of personal data and lend consent. Alternatively, the connection may be indirect when the object is not linked directly with the user but only indirectly through the use of information that belong to the person. Imagine if the person buys a object with RFID or similar technology, but it isn’t linked to the object, in the process of purchase if the person can be identified through payment with credit cards or loyalty cards that indicate the type product purchased, could create an indirect connections.
In fact, the person may have previously provided your consent for the dissemination of data relating to purchases (the simplest example concerns the supermarkets or big chains) for advertising purposes. In this way, a connection could be achieved with the indirect result of the person connecting to those purchased.
In terms of privacy, may be protected as a person? Who manages the personal data? Where will this data stored?
Hence IoT has effects also on responsibility with clear reference also adopting appropriate security measures. Regarding IoT system it’s correct to talk about privacy in term of privacy right for each data subject but also as a sum of all the data subject’s rights in a global Internet contest. Therefore the concept is to protect privacy right bt also privacy rights (or privacy ad privacies) in the European legal framework.
In the image below a simple schema of Internet of things that shows how are important the privacy issues when IoT become the sum of each single privacy right.

Commissione Europea su “Internet of things” e Governance di Internet.
L’Europa continua ad accettare le sfide delle nuove tecnologie ed analizza i recenti paradigmi della rete. Le tecnologie si evolvono e propongono nuovi modelli come il cloud computing, il dstribueted computing, il grid computing, l’Internet of things. Tutto ciò determina la necessità di analizzare i profili giuridici connessi con tali paradigmi. Sul piano della pura evoluzione, non sembra si esageri se si afferma che si tratta del preludio al web 3.0, volendo con questa espressione fare riferimento non ad una nuova realtà della rete, bensì ad un indicatore della evoluzione della rete stessa. In realtà di evoluzione del web 2.0 si è già parlato in diversi contesti e sembra che tra i prossimi step ci sia il web semantico.
Ciò premesso, le recenti azioni della Commissione Europea – a mio parere assolutamente condivisibili – denotano come si abbia intenzione di approfondire le tematiche evolutive del web e dei suoi paradigmi. Difatti, in questi giorni la Commissione Europea, ed in particolare la DG-INFSO attraverso la Commissaria V. Reding, ha pubblicato due documenti su “internet of things” (internet degli oggetti) e Governance di Internet.
Si tratta di due tematiche attuali e di estrema importanza.
Internet of things: si tratta del paradigma che utilizza il sistema RFID (acronimo di Radio Frequency Identification) per segnalare sulla rete situazioni del mondo reale. In questo momento esistono esempi connessi con le previsioni meteorologiche, ma si pensi a microchip che possono trasmettere segnali relativi a qualsiasi informazione: sanitaria, traffico, ecc. La Commissione Europea ha diramato il 18/6/09 un comunicato stampa proprio sull’internet degli oggetti. I principali aspetti connessi al concetto di “internet of things” sono costituiti soprattutto, ma non solo, dal rispetto della privacy e dei dati personali. A questo proposito la Commissione UE ha pubblicato un Action Plan proprio sulle modalità e tipologie di intervento per l’internet of things, proponendo “quattordici tappe per sfruttare appieno il potenziale di tale evoluzione”. Proverò nei prossimi giorni a pubblicare un approfondimento sull’Action Plan e sulla posizione dell’Europa, anche perché sull’internet degli oggetti fervono progetti privati relativamente allo sviluppo da un lato e all’analisi delle norme dall’altro.
Governance di Internet: non è nuova la posizione della Commissione UE su questo argomento; difatti, la Commissaria V. Reding aveva già manifestato le sue dichiarazioni in altra recente occasione. Per quanto concerne la Governance di Internet è stato pubblicata una Comunicazione. Su questa tematica va detto che ICANN (acronimo di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) è un organismo internazionale che “ha l’incarico di assegnare gli indirizzi IP ed ha inoltre incarico di identificatore di protocollo e di gestione del sistema dei nomi a dominio di primo livello (Top-Level Domain) generico (gTLD), del codice internazionale (ccTLD) e dei sistemi di root server” (fonte Wikipedia).
ICANN ha un accordo con il Governo degli Stati Uniti che scade a settembre 2009 ed è proprio in occasione di questa scadenza che l’UE fa sentire la sua voce attraverso un comunicato stampa (18/6/09) della Commissaria V. Reding la quale afferma che occorre
estendere, d’ora in avanti, il dovere di rendicontazione di tale organismo e fare in modo che esso debba rispondere non più al governo di un solo paese, ma all’intera comunità di internet. Questo aspetto assume un’importanza del tutto particolare se si pensa che il prossimo miliardo di utenti di internet sarà composto principalmente da cittadini dei paesi in via di sviluppo.
Anche sulla comunicazione della Commissione, il cui documento è abbastanza ampio, conto di ritornare con un approfondimento.
Fonte: Europa



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