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Articoli marcati con tag ‘Europa’

La Commissione UE presenta un programma sui diritti del bambino

La Commissione Europea interviene sul diritto dei minori. Questo è il senso del comunicato stampa diffuso ieri, con cui si ribadisce la linea politica europea sul tema del diritto dei minori. Infatti, proprio ieri è stato pubblicato il programma della Commissione sulle tematiche connesse con i diritti dei bambini.

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Europa: consultazione pubblica sul numero telefonico unico

La Commissione Europea ha lanciato ieri una consultazione pubblica sulla introduzione di un numero telefonico unico per tutta l’Europa. La consultazione scadrà il 28.2.2011.

Secondo la Commissione, l’introduzione di un numero unico per le imprese favorirebbe il mercato unico poiché faciliterebbe i contatti con le imprese stesse nelle transazioni transfrontaliere.

Nel comunicato si legge:

Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e commissaria responsabile per l’Agenda digitale, ha dichiarato a questo proposito: “Oggi le imprese sono costrette ad avere un numero di telefono diverso in ogni Stato membro in cui hanno clienti che potrebbero contattarle. Questo ostacola la predisposizione di servizi paneuropei per la loro clientela. Invito tutte le parti interessate ad aiutarci a definire una strategia che tenga conto delle esigenze delle imprese e faciliti l’accesso da parte dei clienti.”.

Fonte: Europa

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Privacy Day: quale futuro per la privacy ?

Ad Arezzo, il 12.11.2010, si è tenuto il “Privacy Day”, evento interamente riservato alla privacy e alla protezione dei dati personali.

Questi i relatori ed i loro interventi: Dott. Andrea Chiozzi – “Privacy in azienda: elementi fondamentali per essere in regola con la normativa vigente”, Avv. Nicola Fabiano – “I furti d’identità nel web 2.0: dalle PETs alla Privacy by Design”, Dott.ssa Beatrice Rubni (CRIF) – “Metodi e strumenti per difendersi dal furto di identità”, Avv. Valentina Frediani – “Il nuovo provvedimento generale sulla videosorveglianza”, Dott. Luca Bolognini – “e-marketing nella comunità del terzo millennio”, Dott. Giuseppe Chiaravalloti (Vice Presidente del Garante Privacy) – “Le funzioni del Garante per la protezione dei dati personali  a tutela della comunità”, Dott. M.Giovanni Buttarelli (Garante Europeo Aggiunto) – intervento in collegamento telefonico sulle questioni più attuali in tema di privacy a livello europeo, Avv. Rosario Imperiali – “Le implicazioni della normativa sulla privacy nel rapporto di lavoro subordinato”, Avv. Michele Iaselli – “Il cittadino e la privacy: Il diritto fondamentale alla riservatezza dei propri dati personali”, Avv. Luca Giacopuzzi – “La biometria in azienda: regime giuridico e implicazioni operative”, Avv. Vittorio Lombardi – “Privacy & Detective: Poteri e limiti posti dalla legge nelle attività investigative”, Col. Umberto Rapetto (GATT – Nucleo Antifrodi Informatiche della Guardia di Finanza) – “Sicurezza sul Web, perchè è di fondamentale importanza”.

Senza dubbio molto interessanti gli interventi istituzionali, e precisamente del Vice Presidente del Garante, Dott. Giuseppe Chiaravalloti, e del Garante Europeo Aggiunto, Dott. Giovanni Buttarelli. Il Dott. Chiaravalloti ha presentato il ruolo e le competenze dell’Autorità, sottolineando l’indipendenza del Garante per la protezione dei dati personali che svolge la sua attività in assoluta autonomia a tutela della collettività, specie con riguardo alle nuove tecnologie in continua evoluzione.

Di particolare importanza è stato l’intervento del Garante Europeo, il quale ha confermato, così come anticipato dalla Commissione Europea con il comunicato del 4.11.2010 e con l’avvio della consultazione pubblica, che si sta lavorando su tutti i fronti per la riforma della normativa europea in materia di privacy, non solo con riferimento alla direttiva 1995/46/CE, ma anche riguardo alla Convenzione 108 del 28.1.1981 che sarà oggetto di revisione. Lo stesso Dott. Buttarelli ha anche evidenziato l’importanza di quanto discusso recentemente in seno alla 32 Conferenza Mondiale dei Garanti che si è tenuta a Gerusalemme, la quale ha, peraltro, adottato la risoluzione sulla Privacy by Design proposta dalla Commissioner dell’Ontario (Canada), Dr. Ann Cavoukian. In buona sostanza è emerso come a livello europeo ed internazionale gli attori e gli operatori, anche istituzionali, abbiamo preso coscienza del fatto che sia in corso un cambiamento epocale in materia di privacy e dati personali. Diventa, pertanto rilevante il ruolo di tutti i players, anche istituzionali, per contribuire ad una adeguata modifica degli attuali assetti.

Il mio intervento era volto a sottolineare il fenomeno del furto d’identità per l’utente del web, nonché le risorse che possono favorire la tutela della privacy e dei dati personali. Difatti, ho evidenziato proprio il ruolo delle Privacy Enhancing Technologies (PET), ossia delle soluzioni tecnologiche che migliorano la privacy che rappresentano – a mio personale avviso – il passaggio intermedio verso le soluzioni da adottare nel prossimo futuro secondo gli schemi della Privacy by Design. Infatti, quale PbD Ambassador, non potevo tralasciare la privacy by design che va considerata una pietra miliare per la privacy, poiché rappresenta il punto di snodo verso il futuro della privacy.

L’evento è stato patrocinato da numerose organizzazioni, tra cui anche il CINFOR che ha ritenuto opportuno supportare un’iniziativa di così alto spessore.

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Via alle transazioni finanziarie sui conti bancari in Europa

Dall’1/11/2009 è possibile l’addebito in conto di fatture emesse da soggetti di altro Paese UE. Riporto la notizia che è presente sul sito della Commissione Europea con ulteriori utili link (questi ultimi in inglese, francese e tedesco).

Fonte: Europa

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e-commerce transfrontaliero: la posizione della Commissione europea

Dopo la pubblicazione del precedente post sull’argomento è stato diramato il comunicato stampa del quale si riporta di seguito l’abstract:

Stando a una nuova relazione della Commissione europea pubblicata in data odierna sul commercio elettronico transfrontaliero di prodotti di consumo si è riscontrata una diffusa problematica concernente il rifiuto degli ordinativi di consumatori dell’UE che tentano di acquistare on line prodotti in un altro Stato membro. Per conto della Commissione è stato avviato un ampio studio indipendente basato su acquisti tramite “clienti civetta” nell’ambito del quale acquirenti di tutta l’UE hanno tentato di acquistare una gamma di 100 prodotti popolari – ad esempio apparecchi fotografici, CD, libri, indumenti – da un commerciante transfrontaliero. Sono stati inviati più di 11000 ordinativi di prova. Dalla ricerca è emerso che il 60% delle transazioni transfrontaliere non ha potuto essere completato dai consumatori poiché il commerciante non spediva il prodotto nel loro paese o non offriva un mezzo adeguato di pagamento transfrontaliero. La Lettonia, il Belgio, la Romania e la Bulgaria sono i paesi in cui i consumatori hanno maggiori difficoltà a fare acquisti transfrontalieri (per l’elenco completo con il piazzamento rispettivo dei paesi dell’UE-27 si rinvia al MEMO/09/475). Ma in tutti i paesi, tranne due, le probabilità di avere successo allorché si fa un acquisto transfrontaliero sono inferiori al 50%. È chiaro che in tal modo i cittadini perdono delle buone occasioni. In più della metà degli Stati membri il 50% o più dei prodotti poteva essere reperito a un costo inferiore del 10% (comprese le spese di trasporto) ricorrendo a un sito web di un altro paese. Inoltre il 50% dei prodotti cercati non era reperibile sui siti nazionali ed era offerto soltanto dal commerciante di un altro Stato membro. La comunicazione espone una serie di misure da adottare per ridurre il complesso contesto normativo che scoraggia le imprese dal servire i consumatori in un altro Stato membro. Inoltre, per accrescere la fiducia nel commercio on line, si procederà a esaminare nell’ambito di un forum con le parti interessate i problemi relativi alla raccolta di dati commerciali e al loro uso per elaborare un profilo dei clienti e indirizzare loro offerte.

Sul sito web della DG-SANCO è disponibile in lingua italiana la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale europeo e al Comitato delle Regioni, relativa al monitoraggio dei risultati relativi ai consumatori nel mercato unico nell’ambito della seconda edizione del quadro di valutazione dei mercati dei beni di consumo.

Si ritiene opportuno riportare la sintesi che è presente nella parte introduttiva della citata Comunicazione relativa al commercio elettronico transfrontaliero.

L’obiettivo principale del quadro di valutazione consiste nell’identificare i segmenti del mercato interno che non stanno funzionando in modo corretto per i consumatori.

• Mentre il commercio elettronico si sta diffondendo, quello elettronico transfrontaliero non si sta sviluppando ad un ritmo analogo, a causa degli ostacoli transfrontalieri agli scambi commerciali online. La relazione sul commercio elettronico pubblicata insieme al presente quadro di valutazione espone dettagliatamente la situazione attuale del commercio elettronico nell’Ue. La relazione sul mercato al dettaglio del 2009 comprenderà un capitolo dedi- cato alle vendite al dettaglio online, in cui vengono esposte le varie iniziative relative alla segmentazione geografica del mercato online, gli ostacoli incon- trati dai consumatori che acquistano online oltre frontiera, nonché le attività in corso volte ad affrontare tale problema.

Con espresso riferimento al commercio al dettaglio si legge:

Il commercio al dettaglio transfrontaliero si trova in una situazione di stallo. La quota di consumatori che effettua acquisti transfrontalieri è rimasta ai livelli del 2006, mentre la quota di venditori transfrontalieri è diminuita. Tuttavia, mentre il 25% dei consumatori ha effettuato acquisti transfrontalieri negli ultimi 12 mesi, il 33% sta pensando di farlo l’anno prossimo. Se nell’Ue venissero istituite normative armonizzate per i consumatori, il 49% dei venditori sarebbe interessato alla vendita transfrontaliera. questo produrrebbe un significativo miglioramento rispetto al 20% dei venditori che attualmente effettuano operazioni transfrontaliere. L’ac- quisto online si sta diffondendo, ma il commercio elettronico transfrontaliero non si sta sviluppando rapidamente come quello elettronico a livello nazionale.

La percentuale di consumatori che si sente adeguatamente tutelata dalla normativa esistente varia considerevolmente tra gli Stati membri. nel 2008 la metà degli europei ritiene che le misure attualmente in vigore forniscano una protezione adeguata dei consumatori. Inoltre i consumatori sembrano trovarsi in difficoltà quando tentano di risolvere un problema o devono presentare reclami. Circa la metà dei consumatori europei che avevano presentato reclami non era soddisfatta del trattamento ad essi riservato. Solo quattro consumatori su dieci ritengono che sia facile risolvere le controversie con i venditori e i forni- tori attraverso meccanismi alternativi di soluzione delle controversie e solo tre su dieci ritengono sia facile risolvere controversie di fronte al tribunale. queste cifre sono leggermente più basse rispetto a quelle del 2006.

Fonte: Europa

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La biblioteca digitale dell’EU: verso la digitalizzazione

Il 16 ottobre presso la Fiera del Libro di Francoforte (Hall 6.2 Sala conferenze del Press Centre) si è tenuto l’evento per la presentazione della Biblioteca digitale dell’Unione Europea – Bookshop.

All’evento sono intervenuti: Leonard Orban, commissario UE responsabile per il multilinguismo e Claudia Lux, presidente della International Federation of Library Associations and Institutions 2007-09 (IFLA) e Direttore generale della Fondazione Zentral- und Landesbibliothek Berlin.

Secondo il comunicato stampa che è stato diramato:

Se si tiene conto della durata limitata del progetto e della qualità dei risultati la Biblioteca digitale dell’Ufficio delle pubblicazioni rappresenta uno dei progetti più ambiziosi di questo tipo mai realizzati nel mondo:

- le pubblicazioni disponibili su EU Bookshop superano le 110 000; - dal febbraio 2008 al settembre 2009 sono state scannerizzate 12 milioni di pagine;

- la biblioteca digitale rappresenta più di 370 autori istituzionali dell’UE; - sono rappresentate circa 50 lingue: tutte le lingue ufficiali dell’UE ed anche, ad esempio, il russo e il cinese;

- nei periodi di picco si sono scannerizzate più di 1,4 milioni di pagine al mese.

E’ indubbio che per chi ha necessità di accedere alla documentazione europea si tratta di una risorsa davvero molto importante e preziosa.

Secondo Orban

La biblioteca digitale dà le ali alla memoria dell’Unione europea che era legata finora al supporto cartaceo. I milioni di pagine ora accessibili a tutti nelle 23 lingue ufficiali dimostrano il continuo impegno dell’Unione europea a preservare dinamicamente la storia dell’Unione in tutta la sua diversità linguistica.

La Biblioteca digitale è un ulteriore passo verso il globale processo di digitalizzazione che vede presente anche Europeana attraverso cui sarà possibile accedervi.

Fonte: Europa

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Documento del Gruppo art. 29 su online social networking (parte 1)

Il 12 giugno il c.d. Gruppo Articolo 29 (Article 29 Data Protection Working Party) ha adottato il documento dal titolo “Opinion 5/2009 on online social networking” sul social netorking online.

Detto documento costituisce un validissimo contributo all’analisi della connessione tra privacy, dati personali e social network.

Probabilmente per la prima volta viene fornita la definizione di “Social Network service” nei termini seguenti (punto 2):

Il SNS può sostanzialmente essere definito come una piattaforma di comunicazione on-line che consente alle persone di entrare o creare reti di utenti simili. In senso giuridico, le reti sociali sono servizi della società dell’informazione, come definiti all’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE.

I SNS condivide determinate caratteristiche:

- gli utenti sono invitati a fornire i dati personali al fine di generare una descrizione di se stessi o ‘profilo’.

- I SNS forniscono anche strumenti che consentono agli utenti di pubblicare i propri materiali (contenuti generati dagli utenti, come una fotografia o un appunto, musica o video-clip o link ad altri siti);

- il “social networking” è attivato utilizzando strumenti che forniscono un elenco dei contatti per ogni utente, e con il quale gli utenti possono interagire. I SNS generano gran parte del loro reddito attraverso la pubblicità che viene proposta insieme alle pagine web impostate e raggiunte dagli utenti. Gli utenti che hanno posto una grande quantità di informazioni sui loro interessi sui loro profili offrono un raffinato mercato per gli inserzionisti che desiderano proporre la pubblicità mirata sulla base di tali informazioni.

È quindi importante che i SNS operino in un modo da rispettare i diritti e le libertà degli utenti che hanno un legittimo affidamento nel corretto trattamento dei dati personali secondo la legislazione sulla privacy nazionale ed europea.

È molto importante quanto affermato al successivo punto 3.1 sul responsabile dei dati personali. Difatti, il documento in commento dispone che i Social Network Service provider sono responsbili dei dati personali secondo la Direttiva sui dati personali. Si dispone, inoltre, che anche i produttori di software (applicazioni) potrebbero essere anche responsabili del trattamento dei dati se sviluppano applicazioni che funzionano unitamente alla piattaforma software del social network e l’utente decide di utilizzare quella determinata applicazione.

Ulteriore precisazione riguarda il ruolo dell’utente che se utilizza le informazioni per attività puramente personali o familiari gode di una sorta di esenzione (definita “household exemption”). Tuttavia, in alcuni casi l’utente non può godere della citata esenzione come ad esempio quando il social network viene utilizzato come piattaforma condivisa da associazioni o società, oppure quando le informazioni del profilo personale vengono estese a tutti i membri del social network tanto da essere indicizzate nei motori di ricerca, ed infine quando devono essere garantiti i diritti dei terzi nel caso in cui l’utente si rendesse responsabile in base alle norme nazionali (es. diffamazione, ecc.).

Deve essere ovviamente garantito un livello di sicurezza e di privacy nelle impostazioni di default. I dati sensibili possono essere resi pubblici soltanto con il consenso esplicito dell’interessato.

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Commissione Europea su “Internet of things” e Governance di Internet.

L’Europa continua ad accettare le sfide delle nuove tecnologie ed analizza i recenti paradigmi della rete. Le tecnologie si evolvono e propongono nuovi modelli come il cloud computing, il dstribueted computing, il grid computing, l’Internet of things. Tutto ciò determina la necessità di analizzare i profili giuridici connessi con tali paradigmi. Sul piano della pura evoluzione, non sembra si esageri se si afferma che si tratta del preludio al web 3.0, volendo con questa espressione fare riferimento non ad una nuova realtà della rete, bensì ad un indicatore della evoluzione della rete stessa. In realtà di evoluzione del web 2.0 si è già parlato in diversi contesti e sembra che tra i prossimi step ci sia il web semantico.

Ciò premesso, le recenti azioni della Commissione Europea – a mio parere assolutamente condivisibili – denotano come si abbia intenzione di approfondire le tematiche evolutive del web e dei suoi paradigmi. Difatti, in questi giorni la Commissione Europea, ed in particolare la DG-INFSO attraverso la Commissaria V. Reding, ha pubblicato due documenti su “internet of things” (internet degli oggetti) e Governance di Internet.

Si tratta di due tematiche attuali e di estrema importanza.

Internet of things: si tratta del paradigma che utilizza il sistema RFID (acronimo di Radio Frequency Identification) per segnalare sulla rete situazioni del mondo reale. In questo momento esistono esempi connessi con le previsioni meteorologiche, ma si pensi a microchip che possono trasmettere segnali relativi a qualsiasi informazione: sanitaria, traffico, ecc. La Commissione Europea ha diramato il 18/6/09 un comunicato stampa proprio sull’internet degli oggetti. I principali aspetti connessi al concetto di “internet of things” sono costituiti soprattutto, ma non solo, dal rispetto della privacy e dei dati personali. A questo proposito la Commissione UE ha pubblicato un Action Plan proprio sulle modalità e tipologie di intervento per l’internet of things, proponendo quattordici tappe per sfruttare appieno il potenziale di tale evoluzione. Proverò nei prossimi giorni a pubblicare un approfondimento sull’Action Plan e sulla posizione dell’Europa, anche perché sull’internet degli oggetti fervono progetti privati relativamente allo sviluppo da un lato e all’analisi delle norme dall’altro.

Governance di Internet: non è nuova la posizione della Commissione UE su questo argomento; difatti, la Commissaria V. Reding aveva già manifestato le sue dichiarazioni in altra recente occasione. Per quanto concerne la Governance di Internet è stato pubblicata una Comunicazione. Su questa tematica va detto che ICANN (acronimo di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) è un organismo internazionale che “ha l’incarico di assegnare gli indirizzi IP ed ha inoltre incarico di identificatore di protocollo e di gestione del sistema dei nomi a dominio di primo livello (Top-Level Domain) generico (gTLD), del codice internazionale (ccTLD) e dei sistemi di root server(fonte Wikipedia).

ICANN ha un accordo con il Governo degli Stati Uniti che scade a settembre 2009 ed è proprio in occasione di questa scadenza che l’UE fa sentire la sua voce attraverso un comunicato stampa (18/6/09) della Commissaria V. Reding la quale afferma che occorre

estendere, d’ora in avanti, il dovere di rendicontazione di tale organismo e fare in modo che esso debba rispondere non più al governo di un solo paese, ma all’intera comunità di internet. Questo aspetto assume un’importanza del tutto particolare se si pensa che il prossimo miliardo di utenti di internet sarà composto principalmente da cittadini dei paesi in via di sviluppo.

Anche sulla comunicazione della Commissione, il cui documento è abbastanza ampio, conto di ritornare con un approfondimento.

Fonte: Europa

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