Il Telecom package approvato a dicembre in Europa ha anche istituito il BEREC che l’acronimo dell’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche. Il BEREC entra in funzione oggi anche se il telecom package sarà in vigore da giugno del 2011.
Viviane Reding, Commissaria europea per le Telecomunicazioni, ha dichiarato che “La creazione del nuovo organismo europeo rappresenta una pietra miliare per le telecomunicazioni in Europa. Tutte le istituzioni, Parlamento, Consiglio e Commissione, sono state d’accordo sulla necessità di creare questo nuovo organismo per il mercato unico europeo delle telecomunicazioni. Il BEREC aiuterà i regolatori nazionali e la Commissione europea a stabilire norme coerenti e condizioni di concorrenza uniformi in tutta l’Unione, a rafforzare i servizi europei delle telecomunicazioni, in rapida evoluzione in settori come le connessioni mobili a internet, e a dare impulso alla ripresa economica in Europa.”
Dal comunicato stampa:
Il BEREC è composto dai dirigenti dei 27 organismi nazionali delle telecomunicazioni ed è assistito da un ufficio che fornisce il necessario supporto professionale e amministrativo. La maggior parte delle decisioni saranno adottate alla maggioranza dei due terzi e a maggioranza semplice nel caso dei pareri richiesti al BEREC nell’ambito dell’analisi delle misure notificate alla Commissione dai regolatori razionali.
Il BEREC si sostituisce al “gruppo dei regolatori europei” che riuniva i regolatori nazionali e poteva funzionare solo all’unanimità, senza essere coinvolto nel processo di regolamentazione a livello UE.
Fonte: Europa
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Riporto parte di una notizia importante ripresa da un articolo pubblicato da Key4biz:
Si riunirà domani 11 giugno a Bruxelles il Consiglio dei ministri europei delle telecomunicazioni, che tratterà delle principali questioni relative alla società dell’informazione – dalla sicurezza delle reti al futuro di internet – ma soprattutto discuterà informalmente la strategia da seguire per l’adozione del pacchetto telecom, arenatosi su un emendamento inserito in ultima battuta e relativo alla lotta al download di contenuti protetti da copyright.
L’annosa vicenda del telecom package negli ultimi tempi ha fatto discutere molto l’intera Europa, così come la questione del diritto all’accesso ad internet sul quale si è espresso recentemente il Consiglio Costituzionale francese affermandone la natura di diritto fondamentale.
Fonte: Key4biz
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Il Consiglio dei Ministri UE oggi ha approvato le nuove norme sul costo dei servizi di telefonia in roaming internazionale. Dal 1° luglio entreranno, quindi, in vigore formalmente e gli effetti saranno quelli indicati nel comunicato stampa ufficiale di cui si riporta di seguito un estratto.
Con le nuove regole sul roaming approvate oggi ufficialmente dal Consiglio:
- il prezzo massimo che può essere addebitato ai consumatori per inviare un SMS dall’estero è limitato a 0,11 euro (IVA esclusa), rispetto agli 0,28 euro che si pagano oggi in media (i consumatori dei Paesi Bassi e del Portogallo pagano più di 0,35 euro per SMS inviato in roaming);
- si riducono sostanzialmente i prezzi del roaming per i dati (il costo sostenuto per navigare su internet o scaricare film con un telefono cellulare all’estero) introducendo una tariffa massima all’ingrosso di 1 euro per megabyte scaricato, rispetto al prezzo medio UE di 1,68 euro per megabyte, con picchi registrati in Irlanda (6,82 euro), Grecia (5,30 euro) ed Estonia (5,10 euro). Il prezzo massimo scenderà a 0,80 euro nel 2010 e a 0,50 euro nel 2011 e dovrebbe agevolare ulteriori diminuzioni delle bollette;
- i consumatori vengono protetti dalle “brutte sorprese” quando arriva la bolletta, visto che avranno la possibilità di scegliere un meccanismo di interruzione del servizio quando la fattura raggiunge 50 euro, a meno che non optino per un massimale superiore. Gli operatori avranno tempo fino a marzo 2010 per mettere in atto queste misure finalizzate a favorire la trasparenza;
- i prezzi delle chiamate effettuate in roaming diminuiscono fortemente. Le tariffe massime, che oggi sono fissate rispettivamente a 0,46 e 0,22 euro per le chiamate effettuate e ricevute all’estero, scenderanno a 0,43 e 0,19 euro il 1° luglio 2009, a 0,39 e 0,15 euro il 1° luglio 2010 e a 0,35 e 0,11 euro entro il 1° luglio 2011 (tutti i prezzi si intendono al minuto e IVA esclusa);
- è introdotto il principio della fatturazione al secondo dopo i primi 30 secondi per le chiamate effettuate in roaming e dopo il primo secondo per le chiamate ricevute all’estero. Con i metodi di fatturazione al minuto attualmente applicati i consumatori pagano circa il 20% in più rispetto alla durata effettiva delle telefonate effettuate o ricevute.
Fonte: Europa
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Anche in questa occasione l’Italia viene sollecitata dalla Commissione Europea. L’argomento riguarda il numero di emergenza 112 di cui abbiamo già parlato in questo post. In sostanza, l’art. 26 della Direttiva 2002/22/CE del 7 marzo 2002 relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale) impone agli Stati membri di garantire che si conosca l’esatta ubicazione delle persone che chiamano il numero di emergenza unico europeo (NUE) 112. La Commissione Europea a suo tempo ha avviato i procedimenti di infrazione a carico di 14 Stati membri che non avevano provveduto ad adeguare i loro sistemi nazionali. Tuttavia, 11 di questi casi sono stati archiviati poiché hanno provveduto a regolarizzarsi adeguandosi alle disposizioni della citata direttiva.
Tuttavia, secondo la Corte di giustizia, oltre all’Italia sono ancora inadempienti anche la Lituania e i Paesi Bassi.
Per queste ragioni oggi la Commissione Europea ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora invitando formalmente il nostro Paese a conformarsi alla direttiva. Si riporta il preambolo del comunicato stampa:
In Italia i servizi di soccorso continuano a non disporre delle informazioni che permettono di identificare il luogo da cui provengono le chiamate al 112 effettuate a partire da telefoni cellulari, contrariamente a quanto prevede la normativa comunitaria e nonostante la sentenza della Corte di giustizia del gennaio scorso. La Commissione europea ha deciso oggi di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora invitandola a conformarsi alla sentenza della Corte e a rendere disponibili ai servizi di soccorso le informazioni sull’ubicazione del chiamante per tutte le chiamate al 112. L’Italia rischia una multa se il caso dovesse approdare di nuovo dinanzi alla Corte.
Che dire ? Da tempo sono state anche formulate interrogazioni parlamentari; è auspicabile, quindi, che l’Italia si adegui al più presto, altrimenti – al di là della procedura in sé – si rischia di restare fuori dall’intero sistema europeo.
Fonte: Europa
Commissione Europea, Telecomunicazioni Italia, NUE 112, numero di emergenza unico europeo 112
Facendo seguito a quanto già annunciato in un precedente post, l’UE ribadisce i vantaggi per consumatori e comunque per tutti coloro che utilizzano tefoni cellulari in ambito europeo.
Difatti, da luglio ci sarà una diminuzione dei costi con la c.d. Eurotariffa.
Ecco disponibile il [Download not found]
Fonte: Europa
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