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Sicurezza per i minori su Internet

Si discute molto di sicurezza per i minori su Internet e numerose sono anche le iniziative a riguardo. Con la newsletter di ieri il Garante per la privacy ha fatto riferimento alla Raccomandazione n. 1882 rivolta agli Stati membri del Consiglio d’Europa ed ai Parlamenti nazionali adottata il 28 settembre 2009 dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. L’intervento del Garante contenuto nella newsletter, a mio modesto avviso, va inteso come un ulteriore monito rivolto a tutti al fine di garantire sempre più i minori che, costituendo la “digital generation”, vivono utilizzando con maggiore intensità e facilità gli strumenti delle nuove tecnologie come Internet e dispositivi mobili.

Probabilmente, l’intervento del Garante non è anomalo, posto che viene pubblicato proprio alla vigilia della conferenza mondiale che si terrà a Madrid dal 4 al 6 novembre prossimi e all’esito della quale verrà adottata proprio una risoluzione sui social network di valenza mondiale. Non va neppure trascurato il ruolo che ha assunto il Garante e cioè quello di interventista in situazioni in cui spesso manca una normativa ad hoc.

Tornando alla raccomandazione del Consiglio d’Europa, non può sottacersi la tendenza degli Organi europei volta ad assumere posizioni univoche su tematiche quanto mai attuali. Infatti, al di là dei documenti già noti a settembre il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC) ha pubblicato l’opinione “Impact of social networking websites“ con evidenti riferimenti a security & safety nonché ai rischi connessi con la privacy. Inoltre, la Commissaria V. Reding lo scorso 23 ottobre in occasione del seminario EDPS-ENISA Seminar ‘Responding to Data Breaches’ ha dichiarato, fra l’altro,

My vision is that security and data protection in the Information Society must be based on a comprehensive risk assessment and on management approaches, which take into account all hazards and threats, whether they come from cyber-attacks, from natural disruptions, or any other source.

La citata Raccomandazione, poi, fa riferimento ad uno dei punti cruciali del programma della Commissione europea in questo ambito: il Safer Internet Programme (al quale, peraltro, collaboro per il nodo italiano). Di recente ho partecipato all’evento annuale “Safer Internet Forum 2009″ che quest’anno ha riservato integralmente proprio ai minori una delle sessioni.

Si tratta indubbiamente di un tema non semplice. Gli aspetti connessi con la sicurezza per i minori su Internet sono molteplici così come le soluzioni. Difatti, gli attori in gioco sono numerosi, ma questi i nuclei più importanti: minori, genitori e famiglie,  scuola ed insegnanti. Non credo che esista una soluzione; ritengo che si debba lavorare su più fronti. E’ necessaria una poderosa campagna di sensibilizzazione, awareness raising, rivolta ai citati nuclei più importanti. In questi giorni si è avviato l’Easy Tour che, nell’ambito del progetto Safer Internet, contribuisce proprio a sensibilizzare, attraverso un bus itinerante per l’Italia, studenti, genitori ed insegnanti. Un ruolo primario, comunque è sempre quello dei genitori che dovrebbero indicare ai figli quali sono i rischi di un uso improprio o poco consapevole della rete Internet. La rete Internet è una risorsa straordinaria, tanto che ha modificato la nostra vita nel corso degli ultimi anni, ma è opportuno un approccio consapevole per sfruttarne al meglio le enormi risorse.

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Due disegni di legge sulla sicurezza per i minori allarmano gli ISPs americani

Due nuove proposte di legge federale che secondo i sostenitori repubblicani proteggeranno i bambini hanno allarmato le aziende della rete internet. In una conferenza stampa fissata per giovedì 26 febbraio verranno illustrati i due progetti di legge entrambi chiamati “Internet Safety Act”. Si prevede l’istituzione di un registro sugli utenti i cui dati devono essere conservati per due anni. Pene severe (multa e carcere per un massimo di 10 anni) per i provider che consentono o facilitano l’accesso all’uso ed al possesso di materiale pedopornografico. In realtà, questi disegni di legge hanno allarmato l’associazione americana degli ISP (tra cui Verizon, Comcast, AOL, AT & T, e EarthLink), poiché si è detto che la mera fornitura di e-mail, l’archiviazione elettronica, i servizi di cloud-computing, e i siti di social networking potrebbero essere considerati ognuno come atto che “facilita l’accesso a” contenuti illegali.

Fonte: CNET.com

Lussemburgo: i principali social network providers insieme per la firma di un documento sulla sicurezza in internet

Nell’ambito del Safer Internet Day 2009, ieri, 10 febbraio 2009, si è svolta a Lussemburgo la cerimonia ufficiale per la firma del documento relativo alla sicurezza per i minori sui social netwok. Il testo ufficiale può essere scaricato cliccando D.L. 193/2009 (fonte Senato) (97)

All’evento ha partecipato anche la Commissaria Europea Viviane Reding.

Prima della firma Rachel O’ Connel (Bebo), in rappresentanza delle aziende firmatarie, ha illustrato i principi e i lavori preparatori. 

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L’evento è degno della più ampia risonanza da parte dei media e della stessa rete internet. Le industrie hanno sottolineato che volutamente è stata scelta la forma dell’autoregolamentazione, proprio per far sì che si creasse un impegno iniziale – non giuridicamente vincolante – ma che fosse da punto di partenza di una sempre maggiore collaborazione reciproca su argomenti particolarmente delicati ed interessanti come questo della sicurezza dei minori. In realtà, il risultato ottenuto, che si concretizza nella condivisione di principi tra le industrie, rileva come un importante punto di riferimento per un dialogo costruttivo. Del resto, la condivisione di un documento comune evidenzia come le aziende siano assolutamente consapevoli dei rischi, per gli utenti, presenti all’interno delle stesse piattaforme di social networking. La rete già conosceva soluzioni “pseudo-regolamentari” come le “netiquette” (principi di comportamento cui gli utenti devono attenersi; una sorta di buone maniere della rete), tuttavia, la sottoscrizione di questo documento ha evidenziato come sia necessario che gli stessi providers si assumano – da parte loro – la responsabilità di contribuire a rendere sicuro l’ambiente virtuale frequentato dagli e-cityzens.

Il documento in questione è il frutto di una consistente elaborazione da parte di una task force europea convocata dalla Commissione Europea nel mese di maggio del 2008. La task force è composta da 17 membri tra industria e rappresentanti della civil society, quali organizzazioni non governative. L’Italia è rappresentata dalle Associazioni ADICONSUM e Save te Children Italia che collaborano molto fattivamente nell’ambito del progetto Safer Internet Plus.

È inutile precisare che sono stati mesi di intenso lavoro per la task force che ha lavorato su più documenti. Difatti, al principio è stato sottoposto un documento molto corposo sul quale sono state espresse ampie riserve, tenuto conto della finalità da perseguire. Per tali ragioni il primo documento è stato sostituito con un testo caratterizzato da un’impostazione molto vicina ad uno schema normativo poiché strutturato in articoli. Dopo gli opportuni commenti e spunti di riflessione (si è lavorato soprattutto usufruendo della preziosa risorsa di internet condividendo i commenti attraverso un gruppo) è stato proposto un testo diverso completamente nuovo e strutturato su obiettivi. Da subito sono sorte non poche perplessità, soprattutto da parte delle ONG rappresentative della civil society, fondamentalmente per l’introduzione del  principio di responsabilità condivisa tra tutti gli stakeholders (genitori, minori, governi, providers, civil society, forze dell’ordine, ecc.) e per l’assenza di riferimenti alle problematiche della privacy. Pertanto, si è passati ad un nuovo testo che è stato sostanziale stravolto, poiché l’impostazione è mutata in principi e sono state accolte diverse istanze prospettate soprattutto dalle ONG nell’interesse esclusivo dei minori, quali utenti dei social network. Il documento approvato è, quindi, costituito da 7 principi generali.

L’Italia ha fattivamente collaborato inviando diversi commenti volti a garantire una maggiore tutela dei minori ed il rispetto delle norme, raccomandazioni e principi esistenti soprattutto a livello comunitario.

Il documento è stato sottoscritto dai seguenti social network providers: 1.     Arto 2.     Bebo 3.     Dailymotion 4.     Facebook 5.     Giovani.it 6.     Google 7.     Hyves.nl 8.     Microsoft Europe 9.     MySpace 10.  nasza-klasa.pl 11.  Netlog 12.  One.lt 13.  Piczo 14.  Skyrock.com 15.  StudiVZ.de  16.  Sulake/Habbo.com 17.  Yahoo!Europe 18.  Zap.lu

Al termine della cerimonia, i firmatari sono stati immortalati per i posteri

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L’ulteriore aspetto è determinato dall’intervento istituzionale della Commissione Europea, la quale, però, ha svolto l’importante ruolo di facilitatore senza ingerirsi in specifici aspetti. Ma ciò che rileva di più è che i social network providers dovranno rendere un’autodichiarazione alla Commissione per indicare come hanno ottemperato all’impegno assunto con la firma dei principi in questione. Tale autodichiarazione dovrà essere inviata alla Commissione entro il mese di aprile del 2009. Le autodichiarazioni saranno rese pubbliche successivamente. La Commissione valuterà fra un anno l’impegno assunto dai social network providers.   

 

 

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Safer Internet Day: la campagna di comunicazione della Commissione Europea

In occasione del Safer Internet Day 2009 (SID 2009) la Commissione Europea ha realizzato un video per promuovere l’uso consapevole di internet da parte di bambini e ragazzi. Il tema scelto per la divulgazione del video, che è riportato di seguito, è quello del cyberbullismo. Spesso giovani e ragazzi utilizzano le risorse presenti su internet con scarsa consapevolezza e responsabilità in ordine alle potenziali conseguenze del loro comportamento in rete. Per tali motivi è stato scelto il video in questione per una idonea campagna di sensibilizzazione al fine di aumentare la consapevolezza di un corretto comportamento in rete.

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Qui il video integrale:

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