ICT
Digitalizzazione della giustizia: varato il testo definitivo
Il Senato, nella seduta del 17 febbraio, ha varato il testo definitivo del D.L. 193/2009 (in scadenza il 28/2/2010) con il quale sono state introdotte numerose modifiche al pianeta giustizia. Il provvedimento è in corso di pubblicazione sulla G.U. In particolare, l’art. 4 introduce diverse modifiche al codice di procedura civile ed in particolare alle seguenti norme:
art. 125 c.p.c.
art. 163 c.p.c.
art. 167 c.p.c.
art. 149 bis c.p.c.
art. 530 c.p.c.
art. 533 c.p.c.
art. 540 c.p.c.
art. 569 c.p.c.
art. 591 bis c.p.c.
art. 161-ter disp. att. c.p.c.
art. 169-quater disp. att. c.p.c.
art. 169-quinquies disp. att. c.p.c.
art. 173-quinquies disp. att. c.p.c.
Ecco il testo del D.L. 193/2009 (fonte Senato) (173) approvato dal Senato e dallo stesso Ufficio elaborato con lettura sinottica.
Varato il nuovo codice dell’amministrazione digitale
Dal sito del Governo Italiano si apprende che:
“Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 19/2/2010, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, ha approvato uno schema di decreto legislativo, che integra e modifica il vigente Codice dell’amministrazione digitale”.
Riporto testualmente le informazioni su tale schema di decreto legislativo presenti sul sito innovazionepa.gov.it:
Il nuovo Codice dell’amministrazione digitale rende possibile la modernizzazione della Pubblica Amministrazione con la diffusione di soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte recupero di produttività. Tra questi:
- riduzione dei tempi fino all’80% per le pratiche amministrative;
- riduzioni dei costi della giustizia: nei sei mesi di sperimentazione delle notifiche telematiche relative al processo civile presso il Tribunale di Milano sono state effettuate 100.000 notifiche telematiche per un risparmio di circa 1 milione di euro;
- riduzione di circa 1 milione di pagine l’anno per l’effetto dell’avvio della dematerializzazione, con l’obiettivo al 2012 di ridurre di 3 milioni le pagine;
- risparmio del 90% dei costi di carta e del relativo impatto ecologico (uso e smaltimento) per circa 6 milioni di euro l’anno (solo acquisto senza smaltimento);
- utilizzo diffuso della Posta Elettronica Certificata (PEC), che produrrà un risparmio a regime di 200 milioni di euro per la riduzione delle raccomandate della Pubblica Amministrazione ai cittadini, senza contare la riduzione dei tempi e degli spazi di archiviazione.
Una volta completato l’iter di approvazione, il decreto legislativo avvierà un processo che consentirà di avere entro i prossimi 3 anni (in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012) un’amministrazione nuova, digitale e sburocratizzata:
- Entro 3 mesi le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la Posta elettronica certificata (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo;
- Entro 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT;
- Entro 6 mesi le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali;
- Entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA. Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti;
- Entro 15 mesi le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività.
Una visione più schematica di tali contenuti è disponibile sul sito innovazione.pa.gov.
Si attende di conoscere il testo definitivo.
Restando in tema di riforme, il 17 febbraio scorso il Senato ha approvato in via definitiva il testo del D.L. 193/2009 che introduce numerose modifiche al codice di procedura civile e al sistema giustizia.
Depositata la relazione della Commissione Europea: il digitale per uscire dalla crisi. Consultazione pubblica per il prossimo quinquennio
Un comunicato stampa della Commissione Europea diramato il 4 agosto annuncia:
La relazione della Commissione europea sulla competitività digitale pubblicata oggi dimostra come il settore digitale in Europa abbia compiuto progressi notevoli dal 2005: oggi il 56% degli europei usa regolarmente Internet, di cui l’80% mediante un collegamento ad alta velocità (rispetto a solamente un terzo nel 2004), facendo così dell’Europa il numero uno mondiale di Internet a banda larga. L’Europa è il primo continente al mondo realmente mobile, dal momento che conta più abbonati a servizi mobili che cittadini (il tasso di utilizzo è del 119%). L’Europa può spingersi anche oltre, visto che una generazione di giovani europei esperti di tecnologie digitali sta svolgendo un ruolo di primo piano per favorire la crescita e l’innovazione. Se l’Europa vuole riprendersi in modo sostenibile dalla crisi economica, è essenziale sviluppare il potenziale offerto dall’economia digitale. Oggi la Commissione desidera chiedere ai cittadini quale strategia l’UE dovrebbe adottare in futuro per garantire all’economia digitale le migliori possibilità di sviluppo.
La relazione rappresenta la sintesi del lavoro svolto dalla Commissione Europea negli ultimi cinque anni nell’ambito del programma Lisbona i2010 che è in scadenza quest’anno. Per garantire una continuità di lavoro è stata avviata (dal 4 agosto) una consultazione pubblica che avrà termine il 9/10/2009. Difatti, il prossimo programma (informazioni disponibili qui) avrà decorrenza dal 2010 al 2015 con questo obiettivo: “post-i2010: priorities for new strategy for European information society (2010-2015)”. In effetti, si dovrà pensare di dare attuazione alle priorità nel settore ICT (o TIC).
Prosegue il citato comunicato che “il 9 luglio la commissaria Reding (SPEECH/09/336) ha auspicato una nuova strategia per l’Europa digitale basata su un approccio verso un mercato unico dei contenuti on line di facile uso per i consumatori in cui le TIC favoriranno l’innovazione, la piena connettività e un’economia più rispettosa dell’ambiente”.
Pertanto, le linee d’intervento sono già tracciate: 1) Europa digitale; 2) mercato unico dei contenuti on line; 3) semplificazione per i consumatori; 4) rispetto per l’ambiente nel settore delle TIC.
La consultazione pubblica è composta delle seguenti nove domande:
1. Come può il settore ICT essere sguinzagliato per guidare la ripresa economica e contribuire alla strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione ?
2. Come le TIC possono favorire la transizione verso un’economia più sostenibile a basse emissioni di carbonio?
3. Qual è il modo migliore per creare un’economia collegata al 100% che offra connessioni ad internet aperte e ad alta velocità per tutti ?
4. Come può l’Europa aumentare le sue prestazioni negli ambiti cruciali di ricerca e l’innovazione nel settore ICT ?
5. Come rafforzare il mercato unico digitale al fine di portare la crescita, l’innovazione e nuovi servizi ?
6. Come possono i servizi on-line e strumenti, come il web 2.0, meglio promuovere la creatività degli utenti, la produzione dei contenuti e la fornitura di servizi ?
7. Come può l’ammodernamento del web essere d’aiuto per i servizi pubblici in modo che siano facilmente accessibili a tutti i cittadini dell’Unione europea?
8. Come le TIC possono migliorare la qualità della vita dei cittadini, liberando gli archivi del patrimonio culturale, portandoli on-line e mettendo le TIC al centro della vita dei cittadini ?
9. In che modo l’UE può aumentare il suo peso sulla scena internazionale nel mondo del web e la società dell’informazione globale?
Infine, eloquenti sono i grafici riportati nel rapporto e precisamente:

che indica la percentuale di accesso ad internet negli ultimi tre mesi; come si può notare l’Italia si attesta sul 60%.

In questo grafico il mercato della pubblicità con un confronto tra Europa e USA.

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