Europa
Disponibili le linee guida sull’Open Source per le PA
Avevamo già avuto modo di parlare in questo post della EUPL, ossia della European Union Public Licence e il fronte Open Source continua il suo cammino, tanto che sono state rilasciate a marzo (ma con un aggiornamento a giugno 2010) le linee guida per le Pubbliche Amministrazioni riguardo all’acquisto del software Open Source.
Il documento contenente le citate linee guida è presente sul portale OSOR.EU (acronimo di Open Source Observatory and Repository Europe), che costituisce una piattaforma per lo scambio di informazioni delle Pubbliche Amministrazioni. In particolare è possibile scaricarlo da questo link.
L’introduzione del documento viene spiegata come segue:
This practical guideline shows how open source software can be acquired by public agencies. It also describes how to procure software compliant to open standards. It is meant to be read by IT managers, policy makers and procurement officers, without including too much legal detail or analysis, which are provided in an annex.
Qualcosa sta cambiando ?
Commissione Europea: action plan digitale
Particolamente rilevante è l’action plan adotatto dalla Commissione Europea. I dettagli sono indicati nel comunicato stampa sull'agenda europea del digitale (35) diramato oggi dal quale si apprende un complessivo programma digitale di grande portata.
L’Agenda indica sette aree prioritarie d’azione: la creazione di un mercato unico del digitale, una più estesa interoperabilità, una maggiore fiducia in internet e nella sua sicurezza, un accesso molto più veloce ad internet, investimenti più consistenti nel settore ricerca e sviluppo, un miglioramento dell’alfabetizzazione e dell’inclusione digitali, l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per sostenere le sfide che la società si trova ad affrontare come il cambiamento climatico e l’invecchiamento demografico.
In particolare, questi sono i sette importanti obiettivi:
Un nuovo mercato unico per sfruttare i benefici apportati dall’era digitale
I cittadini dovrebbero poter usufruire di servizi commerciali e prodotti di intrattenimento culturale su base transnazionale. Ma i mercati dell’UE sono ancora segmentati da barriere che impediscono l’accesso a servizi di telecomunicazione e digitali e a contenuti offerti su scala europea. Il numero di brani musicali scaricati attualmente negli USA è quattro volte superiore rispetto all’UE, che presenta mercati frammentati caratterizzati da una mancanza di offerta legittima. La Commissione intende aprire l’accesso a contenuti legittimi in rete semplificando i meccanismi esistenti di liberatoria del diritto d’autore, rilascio transfrontaliero di licenze e gestione dei diritti. Altre azioni comprendono l’agevolazione dei pagamenti e della fatturazione elettronica nonché la semplificazione della risoluzione delle controversie in rete.
Migliorare la definizione e l’interoperabilità delle norme TIC
Per facilitare la creatività, l’aggregazione e l’innovazione da parte dei cittadini, abbiamo bisogno di prodotti e servizi TIC aperti e interoperabili.
Migliorare il tasso di fiducia e la sicurezza
I cittadini europei non faranno ricorso a tecnologie delle quali non si fidano — devono sentirsi a proprio agio e sicuri quando accedono a servizi online. Una risposta europea meglio coordinata ai ciberattacchi e norme più rigorose in merito alla protezione dei dati personali costituiscono parte della soluzione a questo problema. Potenzialmente, le azioni potrebbero anche obbligare i gestori di siti web a comunicare agli utenti eventuali violazioni della sicurezza che coinvolgono i loro dati personali.
Aumentare l’accesso a internet veloce e superveloce per i cittadini europei
L’obiettivo per il 2020 è di offrire l’accesso a internet a velocità pari o superiori a 30 Mbp a tutti i cittadini europei, nonché connessioni a 100 Mbp ed oltre alla metà delle famiglie europee. Oggi, solo l’1% dei cittadini UE ha accesso a reti ad alta velocità a fibra ottica, contro il 12% dei giapponesi e il 15% dei sudcoreani (cfr. tabella allegata). L’internet superveloce è un requisito essenziale per una crescita economica forte, per la creazione di nuovi posti di lavoro e di prosperità, ma anche per garantire che i cittadini possano accedere ai contenuti e ai servizi che desiderano. La Commissione esplorerà, tra le altre cose, anche vari modi per attrarre finanziamenti destinati allo sviluppo delle reti a banda larga attraverso meccanismi di rafforzamento del credito e fornirà orientamenti su come incoraggiare gli investimenti nelle reti a fibra ottica.
Incrementare la ricerca di punta e l’innovazione nelle TIC
L’Europa deve investire di più nel settore R&S e deve facilitare il concretizzarsi sul mercato delle migliori idee prodotte in Europa. L’Agenda mira, tra l’altro, a incrementare gli investimenti privati con fondi regionali europei e ad aumentare i finanziamenti UE destinati alla ricerca così che l’Europa possa tenere il passo con i concorrenti e addirittura superarli. Gli investimenti UE nella ricerca TIC rappresentano meno della metà di quelli USA (37 miliardi di euro contro 88 miliardi, nel 2007).Fornire a tutti i cittadini europei competenze digitali e servizi online accessibili
Oltre la metà dei cittadini europei (250 milioni) si collega ogni giorno a internet, ma un altro 30% non lo ha mai fatto. Tutti, vecchi e giovani e a prescindere dall’estrazione sociale, hanno diritto ad accedere alla conoscenza e alle competenze necessarie a far parte dell’era digitale, dato che ormai, e sempre in maggior misura, il commercio, i servizi pubblici, quelli sociali e sanitari, l’istruzione e la vita politica sono reperibili in rete.
Sfruttare il potenziale delle TIC a vantaggio della società
Dobbiamo investire nell’uso intelligente della tecnologia e nello sfruttamento delle informazioni per trovare soluzioni che riducano il consumo energetico, sostengano una popolazione che invecchia, consentano ai pazienti di avere un ruolo più incisivo e migliorino l’accesso alla rete delle persone con disabilità. Uno degli obiettivi potrebbe essere di consentire ai pazienti la consultazione delle cartelle cliniche, ovunque si trovino in Europa, entro il 2015. L’Agenda contribuirà allo sviluppo di tecnologie TIC votate al risparmio energetico, quali le tecnologie d’illuminazione allo stato solido (Solid State Lighting, SSL) che utilizzano il 70% in meno di energia rispetto a quelle tradizionali.
Realizzare una strategia europea per il digitale
La sfida più ardua è quella di garantire l’adozione e l’attuazione in tempi brevi delle misure necessarie per raggiungere gli obiettivi elencati. Vari commissari europei lavoreranno in sinergia con le istituzioni dell’Unione europea e con le parti interessate per trasformare l’Agenda del digitale in realizzazioni concrete.
Fonte: Europa
SWIFT: dati personali USA-EU
Ieri il Parlamento europeo ha iniziato a discutere la questione relativa alla rete SWIFT. Dal comunicato stampa del Parlamento europeo si legge:
Nel dibattito in Aula la maggioranza dei rappresentanti dei gruppi politici ha ribadito preoccupazione per le carenze in materia di protezione dei dati e mezzi di ricorso dell’accordo provvisorio sui trasferimenti di dati bancari agli Stati-Uniti attraverso la rete SWIFT. Per il PPE “il Consiglio ha dato alcuni segnali incoraggianti, ma non di più”. S&D, ALDE, Verdi e GUE si sono chiaramente opposti all’accordo, mentre l’ECR ha spiegato di aver bisogno di più tempo per riflettere.
Il voto è previsto per questa mattina.
Fonte: Europa
Da oggi il BEREC in Europa
Il Telecom package approvato a dicembre in Europa ha anche istituito il BEREC che l’acronimo dell’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche. Il BEREC entra in funzione oggi anche se il telecom package sarà in vigore da giugno del 2011.
Viviane Reding, Commissaria europea per le Telecomunicazioni, ha dichiarato che “La creazione del nuovo organismo europeo rappresenta una pietra miliare per le telecomunicazioni in Europa. Tutte le istituzioni, Parlamento, Consiglio e Commissione, sono state d’accordo sulla necessità di creare questo nuovo organismo per il mercato unico europeo delle telecomunicazioni. Il BEREC aiuterà i regolatori nazionali e la Commissione europea a stabilire norme coerenti e condizioni di concorrenza uniformi in tutta l’Unione, a rafforzare i servizi europei delle telecomunicazioni, in rapida evoluzione in settori come le connessioni mobili a internet, e a dare impulso alla ripresa economica in Europa.”
Dal comunicato stampa:
Il BEREC è composto dai dirigenti dei 27 organismi nazionali delle telecomunicazioni ed è assistito da un ufficio che fornisce il necessario supporto professionale e amministrativo. La maggior parte delle decisioni saranno adottate alla maggioranza dei due terzi e a maggioranza semplice nel caso dei pareri richiesti al BEREC nell’ambito dell’analisi delle misure notificate alla Commissione dai regolatori razionali.
Il BEREC si sostituisce al “gruppo dei regolatori europei” che riuniva i regolatori nazionali e poteva funzionare solo all’unanimità, senza essere coinvolto nel processo di regolamentazione a livello UE.
Fonte: Europa
Privacy: cosa cambierà in Europa ?
Com’è noto il 28 gennaio si celebra il Data Protection Day. A livello europeo ci sono stati eventi di celebrazione della quarta edizione di questo appuntamento (avrei dovuto parteciparvi anch’io).
L’intervento della Commissaria V. Reding è stato particolarmente importante ed interessante perché sono state esplicitate le azioni che intende adottare la Commissione in materia di privacy. La Reding ha dichiarato che “intende proporre un aggiornamento della normativa UE in materia di privacy, dalle norme generali (direttiva sulla protezione dei dati) in vigore dal 1995 alle norme specifiche relative ai settori di internet e delle telecomunicazioni (norme sull’e-Privacy)“.
Intervenendo al Parlamento europeo ha precisato quali saranno gli interventi:
- E’ necessario chiarire l’applicazione in pratica di alcune regole e principi fondamentali (quali il consenso e la trasparenza);
- Dobbiamo fare in modo che i dati personali siano protetti indipendentemente dal luogo del responsabile del trattamento.
- Abbiamo bisogno di promuovere le Privacy Enhancing Technologies (PET), con l’introduzione di nuovi principi di evoluzione (come la ‘privacy by design’).
- Abbiamo bisogno di rafforzare l’applicazione e
- Abbiamo bisogno di incorporare i principi fondamentali della protezione dei dati per coprire tutti i settori di competenza dell’UE, compresa la polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale e le relazioni esterne dell’UE.
Negative le impressioni della Reding sul body scanner.
In realtà si parla da tempo di modifiche al framework europeo sulla privacy, tenuto conto di come l’evoluzione tecnologica abbia inciso anche sulla vita privata dei cittadini.
Si tratterà, allora, di attendere per verificare quali proposte verranno presentate.
Nel frattempo, dal comunicato stampa:
Nella giornata di oggi dedicata alla protezione dei dati personali la Commissione europea ha sottolineato la necessità di aggiornare le norme in materia di privacy per stare al passo con l’evoluzione tecnologica e garantire il rispetto della vita privata, la certezza del diritto e l’adozione di nuove tecnologie.
…
Oggi la Commissione ha annunciato che, ora che il trattato di Lisbona e la Carta dei diritti fondamentali sono entrati in vigore, intende elaborare una normativa chiara e moderna applicabile in tutta l’UE intesa a garantire un elevato livello di protezione dei dati personali e della privacy. Il primo passo in questa direzione sarà una riforma della direttivaUE del 1995 sulla protezione dei dati personali.
Fonte: Europa
Telecom package: soluzione di compromesso per l’accesso ad Internet
L’argomento oggetto del c.d. Telecom package non è semplice e la sua trattazione è stata anche particolarmente complessa. Il nodo cruciale riguarda la limitazione dell’accesso ad Internet. Non intendo disquisire in questa sede sulla natura del diritto all’accesso ad Internet che alcuni parlamentari hanno considerato un diritto fondametale.
Dal preambolo del comunicato stampa si legge:
L’accesso di un utente internet potrà essere limitato. Ma solo se ciò è ritenuto necessario e proporzionato e dopo che sia conclusa una procedura giusta e imparziale che tenga conto del diritto dell’internauta a essere ascoltato. E’ su questa base che deputati e rappresentanti del Consiglio sono giunti a un compromesso sull’ultimo nodo della discordia in merito al “pacchetto telecom”
In effetti, al di la delle istanze del Parlamento volte a sottoporre la limitazione all’accesso ad Internet all’autorità giudiziaria, alla fine si è giunti ad una soluzione di compromesso fondata sulla oggettiva difficoltà di armonizzare le singole legislazioni nazionali in materia di telecomunicazioni (ciò esorbitava dalle competenze della Commissione).
La soluzione di compromesso consiste nell’evitare l’armonizzazione delle legislazioni nazionali. In conseguenza, sul principio della presunzione di innocenza e del rispetto della privacy e della Convenzione europea per la protezione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, viene tuttavia introdotto il principio di una preventiva ed imparziale procedura stragiudiziale circa la limitazione dell’accesso ad Internet.
Inoltre, viene prevista la creazione di un organismo denominato BEREC che avrà il compito di
migliorare il funzionamento del mercato interno delle reti e dei servizi di comunicazioni elettroniche. Questo organismo avrebbe un consiglio d’amministrazione formato dalle 27 autorità nazionali di regolazione, cui si aggiunge un rappresentante della Commissione come osservatore senza diritto di voto. Il BEREC emetterà dei pareri e delle raccomandazioni alla Commissione e, su richiesta, fornirà aiuto al Parlamento e al Consiglio per l’applicazione del quadro regolamentare in materia di comunicazioni elettroniche.
Nell’ambito del telecom package è inclusa una direttiva con la finalità di offrire una tutela per i consumatori in materia di telecomunicazioni.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 23-26 novembre occasione nella quale dovrà essere votata la legislazione. Non saranno possibili emendamenti ma solo approvazione o rigetto
A tutta prima non sembra una pessima soluzione; evidentemente dovrà valutarsi come funzionerà questo BEREC; con riguardo alla limitazione dell’accesso ad Internet sarà interessante verificare quali riflessi – anche interpretativi – avrà la direttiva nei singoli Stati membri e come concretamente verrà applicata.
Fonte: Europa
Via alle transazioni finanziarie sui conti bancari in Europa
Dall’1/11/2009 è possibile l’addebito in conto di fatture emesse da soggetti di altro Paese UE. Riporto la notizia che è presente sul sito della Commissione Europea con ulteriori utili link (questi ultimi in inglese, francese e tedesco).
Fonte: Europa
EU: lancio dell’anno europeo della lotta alla povertà
Il 27 ottobre prossimo presso il Berlaymont avrà inizio la prima delle conferenze che proseguiranno nei giorni 28 e 29 al fine di lanciare l’anno europeo della lotta alla povertà. Su questo argomento la Commissione ha addirittura attivato un portale ad hoc http://2010againstpoverty.eu che illustra le attività a livello europeo. L’evento del 27 ottobre vedrà la presentazione dei risultati del sondaggio dell’Eurobarometro sulla povertà.
E’ già disponibile per il download, presso il citato portale, il “documento quadro strategico” le priorità e gli orientamenti per le attività dell’Anno europeo 2010.
Nella parte introduttiva del citato documento si legge:
L’Unione europea e i suoi Stati membri sono vigorosamente impegnati ad affrontare le piaghe della povertà e dell’esclusione sociale. L’Agenda sociale 2005-2010 della Commissione ha designato il 2010 quale Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale al fine di riaffermare e rafforzare l’iniziale impegno politico dell’UE formulato all’avvio della strategia di Lisbona a “imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà”. L’avallo del Parlamento europeo e del Consiglio alla tematica dell’Anno europeo 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 298 del 7.11.20081.
La crisi economica e finanziaria internazionale del 2008 può avere conseguenze di lungo periodo per la crescita e l’occupazione nell’UE e saranno le persone più vulnerabili nelle nostre società a risentirne probabilmente di più. L’Anno europeo della lotta alla povertà dovrebbe quindi avere un impatto cruciale in materia di sensibilizzazione sull’esclusione sociale e di promozione dell’inclusione attiva poiché nessun paese può sottrarsi alle conseguenze di questa crisi mondiale.
Si menzionano anche gli obiettivi seguenti:
• fornire un orientamento pratico sulle attività dell’Anno europeo;
• assicurare che i programmi nazionali siano coerenti con gli obiettivi dell’Anno europeo 2010 e con la strategia europea per la protezione sociale e l’inclusione sociale3.
Si tratterà di seguire le attività per valutare ex post l’efficacia dell’iniziativa, considerato che le enunciazioni di principio sono bene lontane dalla cruda ed amara realtà che spesso necessitano di soluzioni concrete per coloro che – purtroppo – sono costretti, a volte incolpevolmente, a vivere situazioni di estremo disagio.
Fonte: Europa







