Commissione Europea
La Commissione Europea si attiva legalmente contro 20 Stati membri tra cui l’Italia
Dall’EUROPA il seguente comunicato stampa
Commissione europea — comunicato stampa
Agenda digitale: la Commissione avvia un procedimento legale contro 20 Stati membri per attuazione tardiva della normativa sulle telecomunicazioni
Bruxelles, 19 luglio 2011 — La Commissione europea ha richiesto informazioni ai venti Stati membri dell’UE che non hanno ancora comunicato le misure volte a dare piena attuazione nell’ordinamento nazionale alla normativa dell’Unione in materia di telecomunicazioni. Il termine fissato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei ministri dell’UE per attuare la nuova legislazione era il 25 maggio 2011. Le richieste di informazioni avvengono sotto forma di lettere di costituzione in mora nell’ambito delle procedure di infrazione dell’UE.
Cloud computing: la Commissione avvia una consultazione pubblica
La Commissione Europea con un comunicato stampa ha dato avvio alla consultazione pubblica sul cloud computing.
L’invito è rivolto a tutte le parti interessate ed “in particolare sviluppatori e utilizzatori, a illustrare la propria esperienza, definire esigenze e aspettative e fornire indicazioni in merito all’uso e alla fornitura di servizi di cloud computing. L’indagine riguarda, tra le altre cose, i seguenti aspetti:
- questioni relative alla protezione dei dati e alla responsabilità, in particolare in contesti transfrontalieri;
- altre barriere giuridiche e tecniche che possono rallentare lo sviluppo del cloud computing in Europa;
- soluzioni relative alla standardizzazione e all’interoperabilità;
- diffusione dei servizi basati su cloud computing, in particolare presso le PMI;
- modalità di promozione della ricerca e dell’innovazione nel settore.”
Per poter partecipare è sufficiente raggiungere questa pagina
In sostanza, si tratta di un ulteriore passo in avanti che la Commissione attua nell’ambito della Digital Agenda, il programma digitale europeo.
Secondo il citato comunicato stampa, “I risultati della consultazione contribuiranno alla preparazione della strategia europea sul cloud computing che la Commissione presenterà nel 2012″. Si tratta, pertanto, di un lavoro preparatorio alle attività del prossimo anno, ma l’aspetto importante di questa iniziativa è contenuto nell’attenzione della Commissione Europea verso i nuovi paradigmi della rete Internet – tra cui va annoverato anche il fenomeno “Internet of Things” (l’Internet degli oggetti) su cui si sta lavorando attraverso un gruppo di esperti – che rappresentano l’evoluzione non soltanto in termini tecnologici, per i riflessi che gli stessi hanno in ambito business e consumer, ma anche in termini sociali.
La Commissione UE presenta un programma sui diritti del bambino
La Commissione Europea interviene sul diritto dei minori. Questo è il senso del comunicato stampa diffuso ieri, con cui si ribadisce la linea politica europea sul tema del diritto dei minori. Infatti, proprio ieri è stato pubblicato il programma della Commissione sulle tematiche connesse con i diritti dei bambini.
Commissione Europea: consultazione pubblica sulla net neutrality:
Il 30 giugno scorso la Commissione Europea ha indetto una consultazione pubblica “sulle principali problematiche legate al concetto di neutralità della rete” (così si legge nel comunicato stampa).
Commissione Europea: consultazione pubblica su e-commerce
La Commissione Europea ha indetto una consultazione pubblica sull’e-commerce il cui termine di scadenza è fissato al 15 ottobre prossimo.
E’ possibile consultare il testo integrale a questo link.
Fonte: Europa.
Safer Internet Day 2010
Oggi si celebra il Safer Internet Day in tutta Europa. La “Giornata dell’Internet Sicuro” si celebra in tutta Europa e fa riferimento ad un progetto della Commissione Europea. Sarebbe utile, che tutte le categorie – ma principalmente genitori, docenti e ragazzi – fossero più attenti ai rischi in cui ci si può imbattere a volte pensando di conoscere Internet.
Questo video molto carino e significativo è sufficientemente eloquente
Il nodo italiano del progetto è rappresentato da ADICONSUM e Save The Children
Nominati i nuovi Commissari Europei
Josè Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea al suo secondo mandato, si trova a lavorare per il periodo 2009-2013 con un collegio dei Commissari europei rinnovato, parzialmente per le persone e in maniera significativa per le attività.
Difatti, è possibile visionare la “squadra” della Commissione Europea visitando questo sito.
Con il comunicato stampa, diramato ieri, sono state annunciate anche significative variazioni in ordine alle competenze delle singole DG.
Per quanto riguarda, più in dettaglio, la DG-INFSO (Direzione Generale Information Society) la Commissaria V. Reding (che ha assunto l’incarico di “Vice-President of the Commission. Justice, Fundamental Rights and Citizenship“) lascia la poltrona a Neelie Kroes per “Digital Agenda” e Vice Presidente della Commissione. La variazione importante riguarda il Programma MEDIA è stato trasferito alla DG EAC (Education and Culture). Il Media Programme contiene anche riferimenti alla media literacy definita come “the ability to access the media, to understand and to critically evaluate different aspects of the media and media contents an to create communications in a variety of contexts“. Per maggiori informazioni sul Media Programme, qui e qui.
Con riferimento, invece alla DG-SANCO, la DG che tratta argomenti connessi alla salute ed ai consumatori, Meglena Kuneva viene sostituita da John Dalli a cui, appunto, viene affidato la “Health and Consumer Policy“. I cambiamenti per la DG-SANCO sono maggiori rispetto alla DG-INFSO e precisamente:
- - l’Unità Prodotti farmaceutici e cosmetici viene aggregata alla DG-SANCO dalla DG Enterprise and Industry (ENTR) con il conseguente trasferimento della European Medicines Agency;
- – viene aggregata alla DG-SANCO la Unità ENV “Biotechnology, Pesticides and Health” dalla DG Environment (ENV).
- – invece, la Unit b.2 su “Consumer Contract and Marketing Law” viene spostata dalla DG-SANCO alla DG-Justice, Liberty and Security (JLS).
Fonte: Europa
e-commerce transfrontaliero: la posizione della Commissione europea
Dopo la pubblicazione del precedente post sull’argomento è stato diramato il comunicato stampa del quale si riporta di seguito l’abstract:
Stando a una nuova relazione della Commissione europea pubblicata in data odierna sul commercio elettronico transfrontaliero di prodotti di consumo si è riscontrata una diffusa problematica concernente il rifiuto degli ordinativi di consumatori dell’UE che tentano di acquistare on line prodotti in un altro Stato membro. Per conto della Commissione è stato avviato un ampio studio indipendente basato su acquisti tramite “clienti civetta” nell’ambito del quale acquirenti di tutta l’UE hanno tentato di acquistare una gamma di 100 prodotti popolari – ad esempio apparecchi fotografici, CD, libri, indumenti – da un commerciante transfrontaliero. Sono stati inviati più di 11000 ordinativi di prova. Dalla ricerca è emerso che il 60% delle transazioni transfrontaliere non ha potuto essere completato dai consumatori poiché il commerciante non spediva il prodotto nel loro paese o non offriva un mezzo adeguato di pagamento transfrontaliero. La Lettonia, il Belgio, la Romania e la Bulgaria sono i paesi in cui i consumatori hanno maggiori difficoltà a fare acquisti transfrontalieri (per l’elenco completo con il piazzamento rispettivo dei paesi dell’UE-27 si rinvia al MEMO/09/475). Ma in tutti i paesi, tranne due, le probabilità di avere successo allorché si fa un acquisto transfrontaliero sono inferiori al 50%. È chiaro che in tal modo i cittadini perdono delle buone occasioni. In più della metà degli Stati membri il 50% o più dei prodotti poteva essere reperito a un costo inferiore del 10% (comprese le spese di trasporto) ricorrendo a un sito web di un altro paese. Inoltre il 50% dei prodotti cercati non era reperibile sui siti nazionali ed era offerto soltanto dal commerciante di un altro Stato membro. La comunicazione espone una serie di misure da adottare per ridurre il complesso contesto normativo che scoraggia le imprese dal servire i consumatori in un altro Stato membro. Inoltre, per accrescere la fiducia nel commercio on line, si procederà a esaminare nell’ambito di un forum con le parti interessate i problemi relativi alla raccolta di dati commerciali e al loro uso per elaborare un profilo dei clienti e indirizzare loro offerte.
Sul sito web della DG-SANCO è disponibile in lingua italiana la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale europeo e al Comitato delle Regioni, relativa al monitoraggio dei risultati relativi ai consumatori nel mercato unico nell’ambito della seconda edizione del quadro di valutazione dei mercati dei beni di consumo.
Si ritiene opportuno riportare la sintesi che è presente nella parte introduttiva della citata Comunicazione relativa al commercio elettronico transfrontaliero.
L’obiettivo principale del quadro di valutazione consiste nell’identificare i segmenti del mercato interno che non stanno funzionando in modo corretto per i consumatori.
…
• Mentre il commercio elettronico si sta diffondendo, quello elettronico transfrontaliero non si sta sviluppando ad un ritmo analogo, a causa degli ostacoli transfrontalieri agli scambi commerciali online. La relazione sul commercio elettronico pubblicata insieme al presente quadro di valutazione espone dettagliatamente la situazione attuale del commercio elettronico nell’Ue. La relazione sul mercato al dettaglio del 2009 comprenderà un capitolo dedi- cato alle vendite al dettaglio online, in cui vengono esposte le varie iniziative relative alla segmentazione geografica del mercato online, gli ostacoli incon- trati dai consumatori che acquistano online oltre frontiera, nonché le attività in corso volte ad affrontare tale problema.
Con espresso riferimento al commercio al dettaglio si legge:
Il commercio al dettaglio transfrontaliero si trova in una situazione di stallo. La quota di consumatori che effettua acquisti transfrontalieri è rimasta ai livelli del 2006, mentre la quota di venditori transfrontalieri è diminuita. Tuttavia, mentre il 25% dei consumatori ha effettuato acquisti transfrontalieri negli ultimi 12 mesi, il 33% sta pensando di farlo l’anno prossimo. Se nell’Ue venissero istituite normative armonizzate per i consumatori, il 49% dei venditori sarebbe interessato alla vendita transfrontaliera. questo produrrebbe un significativo miglioramento rispetto al 20% dei venditori che attualmente effettuano operazioni transfrontaliere. L’ac- quisto online si sta diffondendo, ma il commercio elettronico transfrontaliero non si sta sviluppando rapidamente come quello elettronico a livello nazionale.
La percentuale di consumatori che si sente adeguatamente tutelata dalla normativa esistente varia considerevolmente tra gli Stati membri. nel 2008 la metà degli europei ritiene che le misure attualmente in vigore forniscano una protezione adeguata dei consumatori. Inoltre i consumatori sembrano trovarsi in difficoltà quando tentano di risolvere un problema o devono presentare reclami. Circa la metà dei consumatori europei che avevano presentato reclami non era soddisfatta del trattamento ad essi riservato. Solo quattro consumatori su dieci ritengono che sia facile risolvere le controversie con i venditori e i forni- tori attraverso meccanismi alternativi di soluzione delle controversie e solo tre su dieci ritengono sia facile risolvere controversie di fronte al tribunale. queste cifre sono leggermente più basse rispetto a quelle del 2006.
Fonte: Europa





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