e-commerce transfrontaliero: la posizione della Commissione europea
Dopo la pubblicazione del precedente post sull’argomento è stato diramato il comunicato stampa del quale si riporta di seguito l’abstract:
Stando a una nuova relazione della Commissione europea pubblicata in data odierna sul commercio elettronico transfrontaliero di prodotti di consumo si è riscontrata una diffusa problematica concernente il rifiuto degli ordinativi di consumatori dell’UE che tentano di acquistare on line prodotti in un altro Stato membro. Per conto della Commissione è stato avviato un ampio studio indipendente basato su acquisti tramite “clienti civetta” nell’ambito del quale acquirenti di tutta l’UE hanno tentato di acquistare una gamma di 100 prodotti popolari – ad esempio apparecchi fotografici, CD, libri, indumenti – da un commerciante transfrontaliero. Sono stati inviati più di 11000 ordinativi di prova. Dalla ricerca è emerso che il 60% delle transazioni transfrontaliere non ha potuto essere completato dai consumatori poiché il commerciante non spediva il prodotto nel loro paese o non offriva un mezzo adeguato di pagamento transfrontaliero. La Lettonia, il Belgio, la Romania e la Bulgaria sono i paesi in cui i consumatori hanno maggiori difficoltà a fare acquisti transfrontalieri (per l’elenco completo con il piazzamento rispettivo dei paesi dell’UE-27 si rinvia al MEMO/09/475). Ma in tutti i paesi, tranne due, le probabilità di avere successo allorché si fa un acquisto transfrontaliero sono inferiori al 50%. È chiaro che in tal modo i cittadini perdono delle buone occasioni. In più della metà degli Stati membri il 50% o più dei prodotti poteva essere reperito a un costo inferiore del 10% (comprese le spese di trasporto) ricorrendo a un sito web di un altro paese. Inoltre il 50% dei prodotti cercati non era reperibile sui siti nazionali ed era offerto soltanto dal commerciante di un altro Stato membro. La comunicazione espone una serie di misure da adottare per ridurre il complesso contesto normativo che scoraggia le imprese dal servire i consumatori in un altro Stato membro. Inoltre, per accrescere la fiducia nel commercio on line, si procederà a esaminare nell’ambito di un forum con le parti interessate i problemi relativi alla raccolta di dati commerciali e al loro uso per elaborare un profilo dei clienti e indirizzare loro offerte.
Sul sito web della DG-SANCO è disponibile in lingua italiana la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale europeo e al Comitato delle Regioni, relativa al monitoraggio dei risultati relativi ai consumatori nel mercato unico nell’ambito della seconda edizione del quadro di valutazione dei mercati dei beni di consumo.
Si ritiene opportuno riportare la sintesi che è presente nella parte introduttiva della citata Comunicazione relativa al commercio elettronico transfrontaliero.
L’obiettivo principale del quadro di valutazione consiste nell’identificare i segmenti del mercato interno che non stanno funzionando in modo corretto per i consumatori.
…
• Mentre il commercio elettronico si sta diffondendo, quello elettronico transfrontaliero non si sta sviluppando ad un ritmo analogo, a causa degli ostacoli transfrontalieri agli scambi commerciali online. La relazione sul commercio elettronico pubblicata insieme al presente quadro di valutazione espone dettagliatamente la situazione attuale del commercio elettronico nell’Ue. La relazione sul mercato al dettaglio del 2009 comprenderà un capitolo dedi- cato alle vendite al dettaglio online, in cui vengono esposte le varie iniziative relative alla segmentazione geografica del mercato online, gli ostacoli incon- trati dai consumatori che acquistano online oltre frontiera, nonché le attività in corso volte ad affrontare tale problema.
Con espresso riferimento al commercio al dettaglio si legge:
Il commercio al dettaglio transfrontaliero si trova in una situazione di stallo. La quota di consumatori che effettua acquisti transfrontalieri è rimasta ai livelli del 2006, mentre la quota di venditori transfrontalieri è diminuita. Tuttavia, mentre il 25% dei consumatori ha effettuato acquisti transfrontalieri negli ultimi 12 mesi, il 33% sta pensando di farlo l’anno prossimo. Se nell’Ue venissero istituite normative armonizzate per i consumatori, il 49% dei venditori sarebbe interessato alla vendita transfrontaliera. questo produrrebbe un significativo miglioramento rispetto al 20% dei venditori che attualmente effettuano operazioni transfrontaliere. L’ac- quisto online si sta diffondendo, ma il commercio elettronico transfrontaliero non si sta sviluppando rapidamente come quello elettronico a livello nazionale.
La percentuale di consumatori che si sente adeguatamente tutelata dalla normativa esistente varia considerevolmente tra gli Stati membri. nel 2008 la metà degli europei ritiene che le misure attualmente in vigore forniscano una protezione adeguata dei consumatori. Inoltre i consumatori sembrano trovarsi in difficoltà quando tentano di risolvere un problema o devono presentare reclami. Circa la metà dei consumatori europei che avevano presentato reclami non era soddisfatta del trattamento ad essi riservato. Solo quattro consumatori su dieci ritengono che sia facile risolvere le controversie con i venditori e i forni- tori attraverso meccanismi alternativi di soluzione delle controversie e solo tre su dieci ritengono sia facile risolvere controversie di fronte al tribunale. queste cifre sono leggermente più basse rispetto a quelle del 2006.
Fonte: Europa

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