Media literacy: ecco la raccomandazione della Commissione Europea
La Commissione Europea ha emanato oggi la raccomandazione C (2009)6464 “on media literacy in the digital environment for a more competitive audiovisual and content industry and an inclusive knowledge society” in materia di media literacy, cioè educazione ai nuovi media. Si tratta di un documento sicuramente importante.
In sostanza, facendo seguito al rapporto pubblicato lo scorso 4 agosto di cui si è già parlato, la Commissione con il comunicato stampa ha “ha avvertito che i cittadini europei di tutte le età rischiano di non godere dei benefici dell’odierna società dell’informazione ad alta tecnologia se non ci sarà un maggiore impegno per educarli ai media, consentendo loro di accedere a immagini, suoni e testi, di analizzarli e valutarli, nonché di utilizzare gli strumenti, nuovi e tradizionali, per comunicare e creare contenuti mediatici“.
Nel citato comunicato stampa, inoltre, si legge:
Per partecipare all’odierna società dell’informazione, è necessario comprendere il funzionamento dei vari media (vecchi e nuovi). Questo è il motivo per cui oggi la Commissione europea ha adottato (su invito del Parlamento europeo) degli orientamenti in materia esortando i paesi membri e l’industria a promuovere l’educazione ai media fra i cittadini Europei attraverso attività che li aiutino ad accedere a tutti i media cui sono esposti (televisione, cinema, radio, musica, stampa, Internet e tecnologie di comunicazione digitale), a comprenderli e a valutarli con spirito critico.
Non mancano riferimenti alla privacy, argomento caro alla DG-INFSO, tanto che – proprio nell’ottica della educazione ai media – si afferma esplicitamente la necessità di una maggiore consapevolezza ai propri dati personali. In particolare, si legge:
Coloro che utilizzano i media devono essere consapevoli dei rischi connessi alla diffusione dei loro dati personali: più sono competenti nell’utilizzo di queste tecnologie ed esperti su come funziona la pubblicità in linea, meglio possono tutelare la propria privacy. I più eruditi sui media avranno anche una maggiore curiosità in materia ed esploreranno il loro patrimonio culturale e le recenti opere culturali europee.
Come si diceva la raccomandazione si articola, in concreto, in due parti (I e II) per complessivi 9 punti, di cui 5 riguardano la parte I e 4 sono contenuti nella parte II. Con riguardo alla parte I, la Commissione raccomanda agli “Stati membri, in cooperazione con le autorità incaricate dei servizi audiovisivi e di regolamentazione della comunicazione elettronica, in collaborazione con l’autorità sulla protezione dei dati:
- di sviluppare e attuare iniziative di co-regolamentazione per l’adozione di codici di condotta da parte dei principali soggetti interessati e promuovere iniziative di autoregolamentazione e le linee guida, sui temi individuati per l’industria dei media ai sensi della parte II;
- a seguito dell’attuale studio della Commissione sui criteri di valutazione per i livelli di alfabetizzazione mediatica in Europa, promuovere la ricerca sistematica attraverso studi e progetti su diversi aspetti e dimensioni di alfabetizzazione mediatica nell’ambiente digitale e di monitorare e misurare il livello di progresso della media literacy;
- aprire un dibattito con conferenze e ad altri eventi pubblici, sull’inserimento della media literacy nel curriculum scolastico per l’istruzione obbligatoria e, come parte della fornitura di competenze chiave per l’apprendimento permanente, secondo la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa competenze chiave per l’apprendimento permanente;
- intensificare i propri sforzi per migliorare la consapevolezza del patrimonio audiovisivo nazionale ed europeo attraverso campagne nazionali di sensibilizzazione destinate ai cittadini;
- sensibilizzazione attraverso corsi di formazione, giornate informative e la distribuzione di kit d’informazione sui rischi connessi con il trattamento dei dati personali attraverso l’informazione e le reti di comunicazione ed educare gli utenti, soprattutto i giovani, genitori e insegnanti, in questo campo.
Con riferimento alla parte II, che riguarda le Industrie, la raccomandazione prosegue: l’industria dei media aumenta il proprio impegno a fornire gli strumenti necessari per migliorare il loro livello di alfabetizzazione mediatica mediante:
- sistematica diffusione della conoscenza attraverso campagne di informazione su come l’informazione e i contenuti creativi sono prodotti, modificati e distribuiti nel mondo digitale, anche su come funzionano i motori di ricerca e su come utilizzarli al meglio;
- fornire ai cittadini informazioni chiari, user-friendly, mediante l’organizzazione di campagne sensibilizzazione, sulle tecniche utilizzate per finalità di comunicazione commerciale, in particolare per quanto riguarda il product placement, la pubblicità on-line, e i mezzi per identificare meglio i confini tra il marketing e il contenuto;
- fornire ai cittadini informazioni, creando pacchetti di informazioni in particolare ai giovani, su come i loro dati personali sono trattati nel contesto di offerte su misura, in particolare, la pubblicità interattiva, nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni di legge;
- informando attivamente i cittadini, mediante l’organizzazione di giornate informative, di come si realizza l’attività creativa, compreso il ruolo del diritto d’autore in questo senso.
Si tratta, ovviamente, di un documento complesso che è il risultato finale di un percorso già avviato nel 2007. Si dovrà attendere adesso la concreta attuazione della raccomandazione ed in particolare come essa inciderà a livello nazionale specialmente nelle scuole.
Fonte: Europa

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