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Commissione Europea su “Internet of things” e Governance di Internet.

L’Europa continua ad accettare le sfide delle nuove tecnologie ed analizza i recenti paradigmi della rete. Le tecnologie si evolvono e propongono nuovi modelli come il cloud computing, il dstribueted computing, il grid computing, l’Internet of things. Tutto ciò determina la necessità di analizzare i profili giuridici connessi con tali paradigmi. Sul piano della pura evoluzione, non sembra si esageri se si afferma che si tratta del preludio al web 3.0, volendo con questa espressione fare riferimento non ad una nuova realtà della rete, bensì ad un indicatore della evoluzione della rete stessa. In realtà di evoluzione del web 2.0 si è già parlato in diversi contesti e sembra che tra i prossimi step ci sia il web semantico.

Ciò premesso, le recenti azioni della Commissione Europea – a mio parere assolutamente condivisibili – denotano come si abbia intenzione di approfondire le tematiche evolutive del web e dei suoi paradigmi. Difatti, in questi giorni la Commissione Europea, ed in particolare la DG-INFSO attraverso la Commissaria V. Reding, ha pubblicato due documenti su “internet of things” (internet degli oggetti) e Governance di Internet.

Si tratta di due tematiche attuali e di estrema importanza.

Internet of things: si tratta del paradigma che utilizza il sistema RFID (acronimo di Radio Frequency Identification) per segnalare sulla rete situazioni del mondo reale. In questo momento esistono esempi connessi con le previsioni meteorologiche, ma si pensi a microchip che possono trasmettere segnali relativi a qualsiasi informazione: sanitaria, traffico, ecc. La Commissione Europea ha diramato il 18/6/09 un comunicato stampa proprio sull’internet degli oggetti. I principali aspetti connessi al concetto di “internet of things” sono costituiti soprattutto, ma non solo, dal rispetto della privacy e dei dati personali. A questo proposito la Commissione UE ha pubblicato un Action Plan proprio sulle modalità e tipologie di intervento per l’internet of things, proponendo quattordici tappe per sfruttare appieno il potenziale di tale evoluzione. Proverò nei prossimi giorni a pubblicare un approfondimento sull’Action Plan e sulla posizione dell’Europa, anche perché sull’internet degli oggetti fervono progetti privati relativamente allo sviluppo da un lato e all’analisi delle norme dall’altro.

Governance di Internet: non è nuova la posizione della Commissione UE su questo argomento; difatti, la Commissaria V. Reding aveva già manifestato le sue dichiarazioni in altra recente occasione. Per quanto concerne la Governance di Internet è stato pubblicata una Comunicazione. Su questa tematica va detto che ICANN (acronimo di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) è un organismo internazionale che “ha l’incarico di assegnare gli indirizzi IP ed ha inoltre incarico di identificatore di protocollo e di gestione del sistema dei nomi a dominio di primo livello (Top-Level Domain) generico (gTLD), del codice internazionale (ccTLD) e dei sistemi di root server(fonte Wikipedia).

ICANN ha un accordo con il Governo degli Stati Uniti che scade a settembre 2009 ed è proprio in occasione di questa scadenza che l’UE fa sentire la sua voce attraverso un comunicato stampa (18/6/09) della Commissaria V. Reding la quale afferma che occorre

estendere, d’ora in avanti, il dovere di rendicontazione di tale organismo e fare in modo che esso debba rispondere non più al governo di un solo paese, ma all’intera comunità di internet. Questo aspetto assume un’importanza del tutto particolare se si pensa che il prossimo miliardo di utenti di internet sarà composto principalmente da cittadini dei paesi in via di sviluppo.

Anche sulla comunicazione della Commissione, il cui documento è abbastanza ampio, conto di ritornare con un approfondimento.

Fonte: Europa

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