Il Presidente Obama si organizza contro i cyber attacks
La BBC pubblica il testo dell’intervento sulla sicurezza tenuto dal Presidente Barak Obama lo scorso 29 maggio. Il Presidente Obama nminerà un “cyber czar” che condurrà la sua amministrazione alla lotta contro i cyber attacks.
Dal testo emerge:
It’s long been said that the revolutions in communications and information technology have given birth to a virtual world. But make no mistake: This world — cyberspace — is a world that we depend on every single day. It’s our hardware and our software, our desktops and laptops and cell phones and Blackberries that have become woven into every aspect of our lives.
(E ‘stato detto a lungo che le rivoluzioni nelle comunicazioni e la tecnologia hanno dato vita ad un mondo virtuale. Ma non fate errori: questo mondo – il ciberspazio – è un mondo che dipende da ogni singolo giorno. È il nostro hardware e il software, il nostro desktop e laptop e telefoni cellulari e Blackberry e che sono diventati presenti in ogni aspetto della nostra vita.)
In un passo più avanti si legge:
So cyberspace is real. And so are the risks that come with it. (Quindi il cyberspazio è reale. E così sono i rischi che essa pone).
Dopo aver prospettato la concreta azione degli hakers che, attrraverso la rete web, minacciano la nostra vita reale e la sicurezza delle nostre informazioni personali, Obama afferma:
In short, America’s economic prosperity in the 21st century will depend on cybersecurity.
In breve, la prosperità economica dell’America nel 21 ° secolo dipenderà dalla cybersicurezza.
Aggiunge infine:
Let me also be clear about what we will not do. Our pursuit of cybersecurity will not — I repeat, will not include — monitoring private sector networks or Internet traffic. We will preserve and protect the personal privacy and civil liberties that we cherish as Americans. Indeed, I remain firmly committed to net neutrality so we can keep the Internet as it should be — open and free.
The task I have described will not be easy. Some 1.5 billion people around the world are already online, and more are logging on every day. Groups and governments are sharpening their cyber capabilities. Protecting our prosperity and security in this globalized world is going to be a long, difficult struggle demanding patience and persistence over many years.
But we need to remember: We’re only at the beginning. The epochs of history are long — the Agricultural Revolution; the Industrial Revolution. By comparison, our Information Age is still in its infancy. We’re only at Web 2.0. … And we’ve only just begun to explore the next generation of technologies that will transform our lives in ways we can’t even begin to imagine.(Permettetemi di essere chiaro su ciò che non lo faremo. La nostra ricerca di sicurezza informatica non – ripeto, non comprende – il controllo del settore privato o di reti di traffico Internet. Noi preserveremo e proteggeremo la privacy e le libertà civili che abbiamo a cuore, come gli americani. Infatti, rimango fermamente impegnato sulla neutralità della rete in modo che possiamo mantenere Internet come dovrebbe essere – aperta e libera. Il compito che ho descritto non sarà facile. Circa 1,5 miliardi di persone in tutto il mondo sono già online, e molti si registrano ogni giorno. Gruppi e governi stanno focalizzando le loro cyber capacità. Proteggere la nostra prosperità e la sicurezza in questo mondo globalizzato, sarà una lunga e difficile lotta esigenti la pazienza e la perseveranza nel corso di molti anni. Ma dobbiamo ricordare: Siamo solo all’inizio. Le epoche della storia sono lunghe – la rivoluzione agricola, la rivoluzione industriale. In confronto, la nostra Era informatica è ancora nella sua infanzia. Siamo solo al Web 2.0. … E abbiamo appena cominciato a esplorare la prossima generazione di tecnologie che trasformano la nostra vita in modi che non possiamo anche cominciare a immaginare.)
Questo intervento del Presidente Obama in realtà non sorprende, poiché anche l’Europa aveva avvertito la medesima necessità, tant’è che in un precedente post avevo descritto l’intervento della Commissaria Europea Reding proprio sulla urgenza di organizzarsi contro i cyber attacks.
Evidentemente, senza particolari allarmismi, i Governanti stanno prendendo coscienza sia di quanto Internet sia presente nella nostra vita quotidiana e conseguentemente della potenziale rischiosità dei nostri dati personali, sia del fenomeno “security” probabilmente sino ad oggi non eccessivamente considerato.

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