Data protection conference a Brussell: seconda parte
La data protection conference è ripresa ieri mattina, 20 maggio, con la session 2 il cui titolo era “Does your mother know?” No – but could she. Questa sessione si articolava su 4 contesti. Il primo, “Transparency and notification in the age of Internet”, conteneva gli interventi del Garante Europeo Peter Hustinx e quello di Google. Al di là del contenuto degli interventi dal carattere sostanzialmente istituzionale sono stati utili alcuni chiarimenti scaturiti dalle domande formulate dal pubblico. A questo proposito, alla domanda sulla scelta discutibile o non tra il sistema opt-in e quello opt-out, Hustinx ha precisato che è una questione di conformità con la normativa vigente. “Questa è la mia preoccupazione adesso” ha dichiarato Hustinx. Google ha presentato la loro policy sull’advertising e sullo street-view. Com’è noto Google ha scelto la policy dell’opt-out, per cui è compito dell’interessato disattivare il DoubleClick coockie per sottrarsi all’advertising.
Al secondo contesto dal titolo “Awareness an public opinion” hanno partecipato Marili Parissaki del Kantor Group a la Commissaria per l’informazione Natasa Pirk Musar. Interessanti le conclusioni della Parissaki che le ha prospettate sotto forma diraccomandazioni in questi termini:
“Mechanisms tools: Towards a one proactive and pragmatic approach – make the best use of the power of the media – Target the education sector – Develope self assessment mechanisms and strategies – explore the use of audio-video means – Increase cooperation with other public bodies involved in data protection incidents – Promote greater cooperation between Member States”
Il terzo contesto dal titolo “Supervisory authorities and the data subject” è stato segnato dagli interventi di Jacob Kohnstamm della Data Protection Authority olandese e Spiros Simitis, professore alla Goethe-University di Francoforte. Quest’ultimo, abbastanza chiaro nell’esposizione, ha ribadito – con maggiori dettagli – la sua posizione già prospettata in un intervento del giorno precedente.
Il quarto contesto “Consumer protection and personal data protection” ha chiuso la seconda sessione con gli interventi di Willemien Bax del BEUC e di Paul de Hert della Vrije University. Interessante sul fronte consumeristico l’intervento del BEUC che ha prospettato alcuni suggerimenti di cui riporto uno stralcio:
1)better enforcement of the current dirctive; 2)better common understanding of principles; 3)drasticvally improved privacy notices/integrating the unfair contract term directive; 4)standard notices to be developed with the help of consumers organizations ? ; 5)More use of secure-by-default and privacy-by-design products & processes …. ; 8)central contact points where consumers can get help; 9)dissuasive sanctions for unhutorised data exchange data loss & security breaches that lead to damage; 10)easier access to redress; alternative to going to court; 11)collective actions to provide an effective deterrent against negligence and/or unlawful data exchange; 12)more education and information on consumer rights and risks
Successivamente, nel pomeriggio di ieri, ha avuto luogo la session 3 dal titolo “Take a chance on me” – Towards a new data protection culture in Europe? Questa sessione era costituita da 5 ambiti, nel cui primo dal titolo “Identity management”, sono intervenuti Microsoft e Stefano Rodotà, Chair, Scientific Committee of the Fundamental Rights Agency. Microsoft ha sollevato un aspetto importante che ha suscitato spesso numerosi dibattiti e cioè autentication è concetto diverso da identifcation. Detta così sembra un’affermazione scontata, ma così non è e questa non è neppure la sede per affrontare la questione. Il Prof. Rodotà è stato sufficientemente chiaro nell’affermare che è complesso affrontare la tutela della privacy in un mondo in cui le nuove tecnologie hanno avuto un’evoluzione galoppante sino all’era web 2.0 (ed adesso già verso il web 3.0). Sul fronte nazionale anche interessante l’intervento del Garante Pizzetti il quale ha candidamente affermato che, a suo avviso, la disciplina della privacy andrebbe riscritta alla luce delle nuove tecnologie e dell’evoluzione digitale. Altrettanto utile l’intervento di Giovanni Buttarelli, Assistant Supervisor dell’EDPS.
In conclusione si è trattato di un evento interessante sotto molti aspetti.

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