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La Commissione Europea costituisce in mora l’Italia sul NUE 112

Anche in questa occasione l’Italia viene sollecitata dalla Commissione Europea. L’argomento riguarda il numero di emergenza 112 di cui abbiamo già parlato in questo post. In sostanza, l’art. 26 della Direttiva 2002/22/CE del 7 marzo 2002 relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale) impone agli Stati  membri di garantire che si conosca l’esatta ubicazione delle persone che chiamano il numero di emergenza unico europeo (NUE) 112. La Commissione Europea a suo tempo ha avviato i procedimenti di infrazione a carico di 14 Stati membri che non avevano provveduto ad adeguare i loro sistemi nazionali. Tuttavia, 11 di questi casi sono stati archiviati poiché hanno provveduto a regolarizzarsi adeguandosi alle disposizioni della citata direttiva. 

Tuttavia, secondo la Corte di giustizia, oltre all’Italia sono ancora inadempienti anche la Lituania e i Paesi Bassi. 

Per queste ragioni oggi la Commissione Europea ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora invitando formalmente il nostro Paese a conformarsi alla direttiva. Si riporta il preambolo del comunicato stampa:

In Italia i servizi di soccorso continuano a non disporre delle informazioni che permettono di identificare il luogo da cui provengono le chiamate al 112 effettuate a partire da telefoni cellulari, contrariamente a quanto prevede la normativa comunitaria e nonostante la sentenza della Corte di giustizia del gennaio scorso. La Commissione europea ha deciso oggi di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora invitandola a conformarsi alla sentenza della Corte e a rendere disponibili ai servizi di soccorso le informazioni sull’ubicazione del chiamante per tutte le chiamate al 112. L’Italia rischia una multa se il caso dovesse approdare di nuovo dinanzi alla Corte.

Che dire ? Da tempo sono state anche formulate interrogazioni parlamentari; è auspicabile, quindi, che l’Italia si adegui al più presto, altrimenti – al di là  della procedura in sé – si rischia di restare fuori dall’intero sistema europeo.

 

Fonte: Europa 

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